Ha smontato un cielo dell’800 per salvarlo: l’impresa di Albaura

Il decoratore dei soffitti perduti ha ultimato il suo capolavoro. Ad aprile trasportò un intero soffitto ottocentesco dalla Calabria fino al suo laboratorio con sede a Quinzano. La scorsa settimana, quell’opera d’arte, completamente restaurata, ha fatto ritorno in un palazzo storico nel territorio di Rocca Imperiale.
L’avventura
Sei mesi fa Lorenzo Fontana, in arte Albaura, artista e restauratore quinzanese, arrivò nel Sud Italia per recuperare un’opera straordinaria: un antico soffitto decorato dell’Ottocento, dipinto a tempera su carta pecora applicata a tela di juta. Fontana decise che per salvare quel capolavoro doveva prima «farlo a pezzi» e così lo trasportò nel suo laboratorio e da qui iniziò a ricostruirlo. Un viaggio lungo tutta l’Italia ha avuto come destinazione non solo un luogo geografico, ma anche un frammento di storia artistica quasi perduto.

«Solo il 20% delle decorazioni originali risultava ancora visibile – racconta Fontana –. Per poterlo salvare, ho dovuto letteralmente smontare il cielo. Il soffitto, realizzato secondo una tecnica tradizionale diffusa nel Centro e Sud Italia, era costituito da una grande tela dipinta, un tempo fissata a travi in legno con tasselli». Fontana l’ha sezionato in listelli quadrati per poi trasportarli nel suo studio, dove ha avviato il delicato lavoro di restauro. «Fortunatamente – racconta l’artista – alcune vecchie fotografie hanno permesso di ricostruire i motivi decorativi perduti, offrendo una traccia visiva da seguire durante il lungo processo di recupero».

Dopo mesi d’intenso lavoro, la scorsa settimana, Albaura è tornato poi a Rocca Imperiale per completare l’opera. «La decorazione – sottolinea – è stata interamente rimontata su un nuovo soffitto in cartongesso, con pazienza certosina». Ogni giuntura è stata incollata e ritoccata, ogni tassello riconnesso fino a ridare vita a ciò che sembrava irrimediabilmente scomparso. «Una fatica immane, sia fisica che mentale – conclude Fontana –, ma la bellezza di quei luoghi, il mare, il buon cibo e l’accoglienza delle persone hanno reso questo viaggio qualcosa di molto più profondo: un’esperienza umana e artistica indimenticabile».
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