Accidentally Wes Anderson, 12 angoli da fotografare a Brescia

«Vorrei vivere in un film di Wes Anderson, vederti in rallenty quando scendi dal treno», cantava il frontman della band romana I Cani, immaginando un mondo fatto di colori pastello, simmetrie perfette, tempi lenti e malinconie leggere. Un desiderio che è diventato, negli ultimi anni, una vera e propria lente attraverso cui guardare la realtà. Luoghi quasi irreali, cristallizzati in un tempo che non ha tempo, dall’irresistibile aura vintage, da fissare in un’immagine perfetta. È da questo sguardo – nel solco del lavoro del regista texano – che nel 2017 nasce «Accidentally Wes Anderson», il progetto ideato da Wally e Amanda Koval e diventato in pochi anni l’archivio visivo di una comunità globale di esploratori dell’estetica. Un catalogo collettivo di luoghi reali che, senza messa in scena, sembrano appartenere all’universo cinematografico di Anderson: hotel liberty, piscine vuote, stazioni, biblioteche, ombrelloni al sole e facciate perfettamente simmetriche.
Anche Brescia, lontana dagli stereotipi più immediati dell’estetica andersoniana, custodisce spazi che dialogano sorprendentemente con questo immaginario. È in questi angoli, spesso quotidiani, che la città rivela il suo lato più cinematografico: una Brescia che, senza volerlo, potrebbe stare benissimo dentro un film di Wes Anderson.
Mini bar, Maniva Ski
Osteria al Pietra Rossa, Ponte di Legno

Ultimo luogo ufficialmente mappato in territorio bresciano dall’archivio andersoniano. L’Osteria Pietra Rossa si trova nel piccolo borgo di Sant’Apollonia, appena fuori da Ponte di Legno. Che sia estate o inverno, lo scatto perfetto è assicurato, insieme a un’autentica esperienza di cucina tradizionale.
Teatro Sociale, Brescia

Forse non ci si fa molto caso, ma il Teatro Sociale di Brescia con le sue geometrie ordinate, il blu intenso e l’oro brillante, uniti all’atmosfera sospesa da transatlantico è un perfetto candidato all’immaginario Anderson. Luci soffuse e platea vuota: lo scatto è servito.
Villa Feltrinelli, Gargnano

Un grand hotel non poteva mancare. Villa Feltrinelli, splendido relais affacciato sulle rive del Garda, sembra galleggiare sull’acqua con il suo stile eclettico e il giardino storico di limoni. Esterni e interni, magicamente sospesi in un’atmosfera senza tempo, gridano Wes Anderson in ogni dettaglio.
Kru Natural Cheese, Latteria del Carmine, Brescia

Nel cuore del Carmine, la formaggeria Kru Natural Cheese porta avanti la tradizione della storica latteria carmelitana, attiva nel quartiere dal 1957. Le insegne vintage “Formaggi” e “Caffè”, sul lato di via Capriolo e “Latteria” in via delle Battaglie, sono un richiamo irresistibile per ogni esteta amante del genere.
Ridotto del Teatro Grande, Brescia

Il foyer settecentesco del teatro più amato dai bresciani, con il suo sfarzo rococò, le sue logge, gli affreschi e le decorazioni dorate è esattamente ciò che Wes Anderson adorerebbe. Facile immaginare uno dei suoi personaggi sbucare tra le balaustre e scomparire in un montaggio perfetto di simmetrie e silenzi.
Cinema Moretto, Brescia

Wes lo adorerebbe, perché il Cinema Moretto è la quintessenza del cinema alla Anderson: poltrone di velluto, abat-jour su ogni tavolino, luci calde e un’atmosfera sospesa squisitamente retrò. Un luogo in cui il gesto di sedersi, ordinare un drink e aspettare che si spengano le luci diventa già parte della scena.
Giostra dei Cavalli, piazza Mercato, Brescia

Quando c’è è una vera festa. Il carosello per eccellenza, specialmente nel periodo natalizio, regala un’atmosfera unica, perfettamente wesandersoniana. Il moto circolare perfetto, la musica nostalgica, i pennacchi dei cavalli rosa e blu. Col tramonto poi, inevitabilmente arriva lo scatto perfetto.
Cominelli Fotocineradiografia, via Gramsci, Brescia

Ha chiuso i battenti il primo maggio dello scorso anno, lasciando fotoamatori e professionisti bresciani orfani di uno dei loro punti di riferimento più amati, con alle spalle 120 anni di storia. Eppure, l’insegna anni Cinquanta svetta ancora su via Gramsci. Cominelli ci piace ricordarlo così: il via vai continuo, l’odore dei sali, lo sviluppo, la camera oscura. Un luogo dove anche l’attesa faceva parte del rito.
Casa Trainini

A Mompiano c’è una casa-studio perfettamente conservata, un piccolo gioiello d’arte, artigianato e bellezza: si tratta dell’abitazione del pittore Vittorio Trainini (aperta su appuntamento oppure durante alcune giornate del Fai), da lui decorata e arredata completamente. Non solo ne dipinse le pareti, ma creò tessuti e mobili, incise gli intonaci e decorò i pavimenti a mosaico. Di particolare sapore andersoniano, qui, è la cameretta dei bambini: uno scrigno azzurro avvolgente ed esteticamente appagante.
Il bivacco Zanon Morelli

Molti bivacchi e rifugi bresciani non sono solo romanticamente affascinanti per chi ama la montagna, ma anche stuzzicanti dal punto di vista fotografico. Tra i più carini e andersoniani c’è il bivacco Zanon Morelli al Passo Brizio, recentemente ritinteggiato di un color giallo canarino che lo rende una ideale location cinematografica à-la-Wes Anderson.
Mille Miglia
Le Mille Miglia non sono un luogo: sono una situazione, un rito comunitario che attraversa la città con il rombo dei motori, l’odore di benzina e olio caldo, le carrozzerie lucide, le cuffie di cuoio, gli occhiali spessi e le mani guantate strette sul volante. Se Wes Anderson dovesse girare qui, basterebbe inquadrare una qualsiasi vettura scintillante e cromata, e lasciare che la corsa faccia il resto.
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