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Cultura e Spettacoli

L'APPUNTAMENTO

Stefano Bollani torna a Brescia: «Sarà un concerto spumeggiante»

Enrico Danesi

Cultura e Spettacoli
21 ott 2021, 17:30
Stefano Bollani al pianoforte - Foto Valentina Cenni © www.giornaledibrescia.it

Stefano Bollani al pianoforte - Foto Valentina Cenni © www.giornaledibrescia.it

Stefano Bollani in «piano solo» per Berlucchi e Ziliani: bollicine ovviamente assicurate. Succede infatti che uno dei grandi jazzisti italiani, nonché il pianista e compositore che (insieme a Riccardo Chailly) ha portato la musica classica nelle classifiche nazionali di vendita, si esibisca domani, 22 ottobre, al Teatro Grande di Brescia (alle 21; ultimissimi biglietti, da 20 a 55 euro, disponibili alla cassa), sotto l’egida dell’azienda vitivinicola Guido Berlucchi.

L’evento è il suggello di un’intera giornata ideata a sigillo delle celebrazioni per il 60º anniversario della prima bottiglia di Franciacorta, voluta e creata dal «padre fondatore» Franco Ziliani, che a sua volta festeggia novant’anni di età.

Abbiamo intervistato Bollani.

Stefano: ha abituato il pubblico a esibizioni frizzanti, e al Grande ci sono anniversari nel campo delle bollicine da celebrare. Qual è il programma?

«È un concerto speciale, in virtù dell’occasione che lo genera, per cui proverò a renderlo spumeggiante. Ma la scaletta la deciderò il giorno stesso, perché quando lo faccio in anticipo capita che poi non sia d’accordo con quanto avevo scelto in precedenza. Ho fatto un’eccezione in estate con la rivisitazione di "Jesus Christ Superstar" (ogni tanto fa bene cambiare!), ma era molto tempo che non mi capitava di esibirmi con un programma prestabilito invece che improvvisando».

Che rapporto ha col vino?

«Di frequentazione (sorride, ndr.) e, mi auguro, di stima reciproca. Non ho preferenze particolari: ogni tipo di vino ha i suoi pregi, dipende dalle situazioni. In generale, cerco di assaggiarne sempre di nuovi».

Con sua moglie Valentina Cenni è stato protagonista di uno dei programmi tv più freschi e apprezzati dell’ultimo periodo, «Via dei Matti n° 0», in onda sulla Rai. Un’esperienza destinata a proseguire?

«Siamo stati talmente bene, con una squadra così bella che si è impegnata in uno sforzo sinergico affinché tutto filasse liscio, con ospiti che sono amici e un’atmosfera assolutamente magica, che noi lo rifaremmo volentieri».

Ama sperimentare cose nuove anche rispetto alla musica (che pure non manca mai), come conferma l’approdo al teatro, quindi alla tv. Anni fa, in un’intervista, mi disse che da piccolo sognava «di stare su un palco, anche di fare l’attore», mentre è recente un suo cameo nel film «Carosello Carosone» di Lucio Pellegrini, del quale ha firmato le musiche. È il cinema la prossima frontiera?

«Al momento non come attore, anche se il cinema mi piace molto. Valentina ed io, quando siamo insieme, guardiamo un film al giorno. Starò vicino al cinema in qualche forma, magari solo continuando a comporre colonne sonore».

Dopo «Jesus Christ Superstar» ci sono altri musical che immagina di rivisitare?

«Dovrei rimettermi su un’amaca, per vedere se prende forma l’ispirazione: con il lavoro di Andrew Lloyd Webber è successo proprio così. Ci sono molte idee ammassate, non ancora emerse dalla "nebula". Ma prima o poi capiterà».

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