Cucina

Lido 84, Camanini: «Riceviamo 150 prenotazioni all’ora»

Dopo il 15° posto nella classifica dei «World’s 50 best restaurants» parla lo chef del ristorante di Gardone: «Sorpresa e soddisfazione»
I celebri «Rigatoni cacio e pepe in vescica» di Lido 84 - © www.giornaledibrescia.it
I celebri «Rigatoni cacio e pepe in vescica» di Lido 84 - © www.giornaledibrescia.it
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Sarà il tempo, sarà l’emozione, sarà che tutti lo cercano al telefono per complimentarsi e intervistarlo, ma Riccardo Camanini non ha più voce. Ci risponde dal taxi che da Anversa lo sta portando a Bruxelles dove cucinerà (è successo ieri per chi legge) al Bon Bon insieme ad altri «big» della cucina (Norbert Niederkofler, Himanshu Saini, Paolo Griffa, Ana Ros...).

Ad Anversa. «Una sorpresa vera», commenta riferendosi al recente 15° posto (e primo tra gli italiani) guadagnato dal suo «Lido 84» nell’ambitissima classifica dei ristoranti migliori del mondo, la «World’s 50 Best Restaurants» che incorona come vincitore il Noma di Copenhagen e già nel 2019 vedeva il locale di Gardone Riviera come «One to watch».

«Per una realtà piccola, familiare e indipendente come la nostra - racconta lo chef stellato - essere invitati al Galà di Anversa insieme ai colossi dell’alta cucina è già di per sé un’emozione. Quando, scorrendo la classifica, hanno iniziato a premiare i primi trenta le palpitazioni sono aumentate». Piazzarsi primi d’Italia e vincere l’Highest New Entry Award «fa piacere, è una super responsabilità e ci offre una grande occasione di crescita, nuovi stimoli per continuare a migliorare».

Lo chef Riccardo Camanini - © www.giornaledibrescia.it
Lo chef Riccardo Camanini - © www.giornaledibrescia.it

Cacio, pepe e stelle. Come è facile immaginare, la classifica ha avuto un’eco mondiale. E «da quando si è diffusa la notizia riceviamo 150 richieste di prenotazione all’ora. La lista d’attesa è lunga, il ristorante conta 35-38 posti». In tantissimi, da tutta Europa, vogliono assaggiare i celebri «Rigatoni cacio e pepe in vescica» del «Lido 84», lo «Spaghettone, burro, lievito di birra» e, perché no, una chicca che Camanini ha ideato per celebrare la fine dell’estate: il risotto con foglie di caprifico «che hanno un profumo caldo, pieno, mediterraneo» e malli di noci «sotto alcol - spiega - dalla notte di San Giovanni Battista per fare il nocino».

Intanto lo chef condivide il successo con tutta la sua squadra «che mi dà energia, stabilità, sicurezza» e tutti i bresciani: «Viviamo in una terra ricca di storia, cultura e gastronomia. Ci sentiamo a casa a Gardone e in questo lago fantastico che ha le potenzialità per attrarre visitatori tutto l’anno, anche in inverno, come accadeva all’inizio del ’900». Ora l’obiettivo è conquistare la seconda stella Michelin? «Ce lo auguriamo: sarebbe un traguardo prezioso, ma non soffriamo la cosa. Ogni guida fa le proprie scelte».

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