La classe c'è e non si discute, ma la puzza sotto il naso quella sì che si può discutere. Il linguaggio dei ragazzi è un altro e, quello austero e dotto della sommellerie, ha sortito l'effetto che i ragazzi non ci hanno capito niente e, per non crearsi problemi proprio nei momenti più liberi e scanzonati della giornata, girano alla larga dalle complicazioni. Sta di fatto (lo dicono anche le recenti ricerche di mercato promosse dal Consorzio) che il Franciacorta piace agli appassionati oltre i 40 anni e un buona conoscenza del territorio e del vino si trova tra i consumatori oltre i 50 e di classe sociale elevata. Tutto bene se la nostra più celebre zona avesse da vendere pochi milioni di bottiglie, ma siccome l'obiettivo prossimo è di arrivare a 20 milioni (sono già in cantina sui lieviti) e tutti ritengono che sotto i 30 milioni di bottiglie vendute l'anno sul mercato non si è nessuno, questa collocazione «prestigiosa», spalla a spalla con lo Champagne, non può andare bene a chi ha una trentina d'anni, voglia di crescere e voglia di sfondare.
È nata così Fan, l'associazione FranciacortaAppassioNati, un manipolo di ragazzi che il Franciacorta lo producono (in famiglia, ma anche in proprio) e vogliono raccontarlo in un'altra maniera. Vogliono raccontare il Franciacorta in jeans (però di marca). Il linguaggio dei bar della movida serale, quello dei social network e quello dei blog dei giovani è un altro.
Si tratta di entrare nel mondo del mojito e scompaginare un po' le certezze acquisite, prima fra tutte quella che il Franciacorta è buono, ma è caro. Già, perché gli altri beveroni sono a buon mercato!
Si tratta di rompere la crosta per arrivare ad indurre i ragazzi a chiedere un Franciacorta divertendosi a distinguere tra il brut e il Saten e magari scegliersi la cantina. Basta raccontare il vino e la zona nella maniera giusta.
I fans del Franciacorta sanno benissimo però che il maggiore ostacolo è ancora il gestore dell'esercizio che ha un evidente interesse economico a coltivare i margini che gli da il Prosecco. Però un bar del Franciacorta potrebbe proporsi con bel altra immagine.
Ed è proprio dalle serate al bar che intendono cominciare i ragazzi andando a raccontare e raccontarsi. Tra l'altro non raccontano una storia di altri, ma proprio la loro. Se gli aderenti (ormai una cinquantina con al più 40 anni) sono in gran parte la nuova generazione delle cantine della zona, i fondatori sono spesso imprenditori di se stessi.
Come Daniele Gentile e Gigi Nembrini che hanno fondato nel 2010 la Corte Fusia ai piedi del Montorfano prendendo in affitto le vigne e la cantina di uno zio e debuttano proprio quest'anno con le prime bottiglie. Come i giovani Dario e Jessica Vezzoli che hanno fondato a 26 e 24 anni una loro azienda con un suo prodotto,si chiama Sullali e punta ad un distinguibilissimo Franciacorta prodotto con lieviti autoctoni. Poi ci sono l'anima della compagnia Michela Muratori di Villa Crespia di Adro, Raffaello Vezzoli (26 anni) che è nel campo come enologo nell'azienda Derbusco. Lasciamo per ultimo il presidente dell'associazione, Carmelo Raco (29 anni) che di mestiere vende auto e che deve la carica al fatto di essere «imparziale» non avendo un suo vino da vendere.
In attesa di incontrarli al bar e di brindare rigorosamente con un flute di Franciacorta, per ora li trovate in Facebook e attivissimi nel botta e risposta sui blog (ne parla molto terrauomocielo.org). Per iscriversi dovete far capo all'indirizzo mail fan.franciacorta@gmail.com.



