È bastato fare un giro in questi giorni tra le corsie di un qualunque supermercato per dedurre che molti bresciani concluderanno il 2023 farcendo canapè e cucinando pesce come se non ci fosse un domani. La tendenza, però, da alcuni anni a questa parte, non è quella di spadellare tra le mura domestiche: considerati i prezzi degli ingredienti e la fatica che serve per trasformarli in piatti «da cenone» sono sempre di più, anche dalle nostre parti, le persone che scelgono di affidarsi a prelibatezze d’asporto.
Le gastronomie, quindi, termineranno l’anno col cassetto pieno. «Stiamo lavorando molto bene - commenta Simone Colosio de La Brace di via Mazzini, in città - . Dalla vigilia in poi abbiamo venduto ben 400 cotechini già cotti». Oggi, nonostante sia domenica, l’attività rimarrà aperta per consentire gli ultimi acquisti: «Immancabile, come da tradizione, è il pesce: richiestissimi sono i prodotti con maionese e altre salse che gratificano anche la vista». Una curiosità: «Rispetto al pre-Covid ora tutti prenotano ciò che desiderano e sono disposti ad accettare, senza lamentarsi, l’attesa».



