Cronaca

Zarneri e FdI sul caso Adamello: «C’è il rischio di speculazione»

Il coordinatore di Fratelli d’Italia commenta la proposta della Lega camuna di spostare la zona di tutela del Parco sopra i 1600 metri: «Non è la soluzione giusta»
Diego Zarneri di FdI - © www.giornaledibrescia.it
Diego Zarneri di FdI - © www.giornaledibrescia.it

La proposta di relegare le misure di tutela dell’Adamello al territorio sopra i 1600 metri non solo non entusiasma per nulla il Pd (il segretario camuno Nicola Musati ha esplicitato: «Diciamo no a fantasiose e inattuali riperimetrazioni e sì a un Parco che tuteli e valorizzi il territorio. Fa specie che di un tema così non si discuta negli enti»). Ma non entusiasma neppure Fratelli d’Italia. Il coordinatore provinciale Diego Zarneri, ne è certo: «Questo non è il criterio corretto da perseguire».

Zarneri, la Lega dice che queste norme impediscono lo sviluppo: cosa risponde?

Possiamo anche condividere le premesse che hanno portato a una riflessione sull’ente parco, ma non può essere la riperimetrazione la soluzione. Su questo per noi è no.

C’è chi ha già fatto notare che la proposta non era nel programma: vi appellate a questo o l’idea presentata vale in se stessa una bocciatura?

Non capiamo come in un mondo in cui si va sempre più nella direzione in cui i parchi e le riserve naturali sono elementi fondamentali per il rilancio delle attività montane, turistiche e ricettive – le stesse che valorizzano tutte le nostre Valli – in Valcamonica si debba andare esattamente nella direzione opposta.

Quindi secondo lei la situazione, così com’è, va bene?

No. Mancano una progettualità e la capacità di fare del parco un luogo di economia. Esistono fondi europei dedicati proprio a sviluppare valore nei territori montani: non vengono ad oggi utilizzati, invece dovrebbero essere messi al centro per trasformare davvero il parco in un’opportunità economica e di rilancio.

Sempre la Lega ha spiegato che serve «maggiore libertà d’azione»...

Se la riflessione nasce dalla rigidità della normativa oppure dall’atteggiamento della Soprintendenza, allora il piano del confronto si apra su quel tavolo. Rivediamo le regole del gioco e capiamo quali sono gli ostacoli reali. Il tema è intercettare i fondi e rendere la vocazione parco, in se stessa, un’economia.

Per essere chiari: se la proposta della Lega fosse accolta, rappresenterebbe un rischio per la speculazione edilizia?

Sono certo che non fosse questo l’intento dell’amministratore della Lega. Ma sì, questo è un rischio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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