Voli sospesi, impatto a lungo raggio: incognite per le agenzie bresciane
Un rebus per chi viaggia. Un dedalo in cerca di riprotezioni e rotte alternative per chi si occupa di far viaggiare gli altri. Le ripercussioni della guerra che dall’Iran va propagandosi per una vasta area, sigillando i cieli di mezzo Medio Oriente bussano anche alle porte degli operatori turistici e delle agenzie viaggi bresciani. Un settore che in anni recenti ha già pagato un prezzo alto per lockdown prima e dei rincari petroliferi poi, e che ora vede negate - al momento sino a metà marzo, ma i tempi potrebbero dilatarsi - alcune mete e rotte chiave.
Clienti bloccati negli hotel, famiglie in attesa di rientrare, trasferte di lavoro saltate all’ultimo momento. Le partenze previste per alcune delle principali destinazioni dell’area sono state sospese, ma la preoccupazione è anche per chi, diretto o di ritorno ad esempio da Paesi del Sud-Est asiatico, vede cancellato il proprio volo con scalo a Dubai.
Priorità
Il principale impegno, per alcuni degli addetti ai lavori della città, è proprio assistere chi è stato sorpreso all’estero dall’attacco all’Iran e cerca ora di rientrare. Tra le opzioni in alternativa agli Emirati Arabi, il ritorno via Oman, per ora garantito, con costi tuttavia significativi e non alla portata di tutti, e complessità spesso non gestibili da chi ha scelto di viaggiare in autonomia. Le agenzie lavorano in contatto con compagnie aeree e assicurazioni per riprogrammare i rientri. Nel frattempo, si gestiscono proroghe alberghiere, cambi di itinerario, richieste di rimborso. Un lavoro continuo, caso per caso.
Dicono le agenzie
«Abbiamo avuto clienti che tra sabato e domenica sarebbero dovuti partire per l’Oman e Dubai e fortunatamente li abbiamo bloccati per tempo» racconta Stefania Filippini di «Be nomad travels». «Non abbiamo nessuno nelle mete direttamente coinvolte, ma riceviamo continuamente chiamate da chi cerca informazioni perché era sul punto di partire. Le compagnie aeree cambiano policy quotidianamente: fino al 10 marzo al momento è tutto fermo, anche volendo non si può partire». «Avevamo clienti in partenza che sono stati rimborsati come avviene in queste situazioni» fa eco Sabrina Scattolini di «Duemilauno tour». «Speriamo che la situazione evolva al meglio».
«L’Egitto, che è molto vicino all’area, per ora è destinazione che sta funzionando regolarmente e altrove la gente continua a viaggiare: considerata la situazione globale si può dire che la situazione sta andando abbastanza bene» commenta da parte sua Christian Rolfo di Metevagabonde. «In questo momento abbiamo clienti in Vietnam - racconta Barbara Chiodi, direttore del tour operator Brevivet - che fortunatamente volando via Cina o Turchia non hanno risentito della crisi e della conseguente chiusura dello scalo di Dubai». La sensazione, in ogni caso, è che il quadro globale resti molto delicato, complici le incertezze che ogni giorno possono riservare variazioni sul tema.
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