Cronaca

Voli sospesi in Medio Oriente: cosa fare se si resta a terra

Dalle spese per l'hotel ai pasti in aeroporto: tutto ciò che le compagnie aeree sono obbligate a pagare durante l'emergenza dei cieli. Cosa fare per evitare di perdere il costo del biglietto
Passeggeri bloccati all'aereoporto di Bali - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Passeggeri bloccati all'aereoporto di Bali - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Il precipitare della crisi in Medio Oriente non scuote solo gli equilibri geopolitici mondiali, ma si abbatte con forza anche sulla quotidianità di molti bresciani in viaggio.

Con la chiusura di vari spazi aerei e la sospensione dei voli in transito, il caos nei tabelloni degli aeroporti è diventato una realtà con cui fare i conti. In soli quattro giorni sono oltre 10.000 i voli bloccati o cancellati da e per i principali hub intercontinentali di Dubai, Doha e Abu Dhabi. Si tratta del blocco aereo più importante della storia recente.

Lo spazio aereo chiuso in Medio Oriente - Fonte Flightradar
Lo spazio aereo chiuso in Medio Oriente - Fonte Flightradar

Ma quali sono i diritti di chi si ritrova con un biglietto in mano e un volo cancellato? Grazie alle precisazioni di Confconsumatori e alle ultime direttive europee, facciamo chiarezza sui cinque scenari più frequenti.

1. Volo cancellato mentre si è all’estero: l’assistenza è un obbligo

Per chi è rimasto a terra lontano da casa, la legge parla chiaro: il vettore operativo ha l’obbligo di assistenza. Se il volo viene cancellato, la compagnia deve farsi carico delle spese di vitto e alloggio per tutto il periodo di attesa fino al primo volo utile (riprotezione). Non si tratta di una cortesia, ma di un dovere: il passeggero ha diritto a pasti, bevande, due chiamate telefoniche o mail, e al trasferimento dall’aeroporto all’hotel e viceversa. In caso di mancata assistenza, il passeggero potrà provvedere autonomamente, conservando però ogni singola ricevuta fiscale e la carta d'imbarco del volo originario per il successivo rimborso.

2. Incertezza sulla partenza: come muoversi per non perdere i soldi

Per chi deve ancora partire dall'Italia, la scelta è doppia: il rimborso integrale del biglietto non usufruito (entro 7 giorni) o la riprotezione su un volo alternativo non appena possibile. Il consiglio degli esperti è di non annullare il viaggio di propria iniziativa se il volo risulta ancora confermato, per non perdere i diritti. Tuttavia, se il viaggio fa parte di un pacchetto turistico e la meta è sconsigliata ufficialmente dalla Farnesina, si può recedere per «impossibilità sopravvenuta», ottenendo la restituzione di quanto versato senza penali.

3. Lo scalo nelle zone di conflitto: i rischi del transito

Molti viaggiatori bresciani non sono diretti nelle zone calde, ma avrebbero dovuto transitarvi. Qui gli scenari variano: se la compagnia modifica la rotta allungando i tempi, il passeggero deve essere informato. Se il cambio di rotta comporta un ritardo all'arrivo superiore alle 3 ore (o 5 ore per rinunciare al volo), scattano i diritti di assistenza e rimborso. È fondamentale verificare chi sia il vettore operativo: se il volo è in code-share (venduto da una compagnia ma operato da un'altra), la richiesta di assistenza va indirizzata a chi opera fisicamente il volo.

4. Sospensione dei voli: rimborso sì, risarcimento no

Un punto tecnico cruciale riguarda la differenza tra rimborso e risarcimento (la compensazione pecuniaria da 250 euro a 600 euro). In caso di guerra, chiusura degli spazi aerei o allarmi terroristici, ci troviamo di fronte a «circostanze eccezionali» che esulano dal controllo della compagnia. Pertanto, mentre il rimborso del prezzo del biglietto è sempre dovuto se non si vola, la compensazione extra non spetta, poiché la causa del disservizio non è imputabile a negligenza o guasti tecnici del vettore.

5. Spese extra e «danni collaterali»: cosa si può recuperare

Oltre all’hotel e ai pasti, è possibile recuperare le spese vive documentate (taxi, farmaci necessari, comunicazioni d'urgenza) sostenute a causa del prolungamento forzato del soggiorno. È vitale conservare scontrini parlanti e fatture: i semplici estratti conto della carta di credito spesso non bastano come prova. Per i servizi a terra già pagati e persi, come tour o hotel in altre città, la rivalsa va tentata tramite l'assicurazione di viaggio o, se inclusi in un pacchetto, direttamente verso il tour operator bresciano o l'agenzia di riferimento.

Il consiglio

Per i bresciani che necessitano di assistenza specifica, il consiglio è quello di rivolgersi agli sportelli locali delle associazioni dei consumatori, tenendo sempre a portata di mano copia dei biglietti, comunicazioni della compagnia e fatture delle spese sostenute.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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