Voli cancellati: ma l’assicurazione cosa copre davvero?

Come funzionano i rimborsi quando i viaggi e i pacchetti vacanza vengono influenzati dai conflitti armati e dalle chiusure degli spazi aerei
Un biglietto aereo
Un biglietto aereo
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«È vero, le assicurazioni di viaggio spesso non coprono eventi bellici a meno che non sia coinvolto direttamente il Paese di arrivo»: a confermare quanto stanno scoprendo in questi giorni i viaggiatori è Andrea Giuradei de «Il viaggio che ti manca». La maggior parte delle polizze, infatti, esclude quanto causato da conflitti armati e chiusure dello spazio aereo. In questi casi la responsabilità ricade sulle compagnie aeree che devono garantire assistenza e, se previsto, rimborso o riprogrammazione.

Cosa fare

«Le compagnie del Golfo – dice – stanno rimborsando i voli fino al 30 aprile oppure offrono la possibilità di riprogrammarli». Per l’articolo 945 del Codice della Navigazione, se la partenza è impedita da una causa non imputabile al viaggiatore il contratto si risolve e la compagnia deve restituire il prezzo del biglietto. Il consiglio di «Consumatori24» è di non cancellare autonomamente i voli:«Se la compagnia mantiene operativo il collegamento la questione del rimborso viaggio diventa più complessa e dipende dalla presenza di un avviso formale».

«Il viaggio che ti manca», per coloro che organizzano da soli il proprio viaggio, suggerisce di «prenotare strutture o escursioni con cancellazione gratuita». Chi ha acquistato un pacchetto turistico, un viaggio organizzato da un tour operator o da un’agenzia, invece, è tutelato dal Codice del Turismo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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