Viva Vittoria scalda piazza Loggia con 1300 coperte benefiche
Da vicino ogni particolare racconta una storia. Da lontano quelle storie diventano un’unica cosa, un pensiero che racchiude pace, diritti e amore. La nuova installazione condivisa di VivaVittoria, dedicata all’ottava edizione del Festival della Pace, è una grande bandiera dell’Unione Europea costituita da 1.335 metri quadrati di coperte. Pezzi fatti a mano da circa 9mila persone: donne (e anche qualche uomo) che a Brescia, in provincia, in molte città italiane e anche in alcune europee, hanno lavorato a maglia per quest’opera che ieri mattina ha ricoperto piazza Loggia.
«Abbiamo avuto poco tempo, solo tre mesi – ha raccontato Cristina Begni –, ma ce l’abbiamo fatta anche questa volta. Per noi è anche un anniversario speciale: 10 anni di VivaVittoria, ora siamo in più di 40 città italiane, ma anche europee. Unite riusciamo a fare cose quasi impossibili».
L’installazione
Ogni coperta è composta da 4 quadrati ognuno dei quali creato da mani diverse e assemblato in seguito: ci sono richiami alla pace, slogan contro la violenza sulle donne, ma anche fiori, cuori e dediche alla Leonessa. «Questa installazione dimostra che la pace è un’opera collettiva che si costruisce quotidianamente – ha detto la sindaca Laura Castelletti –. Le donne di VivaVittoria hanno lavorato intensamente per 3 mesi da Brescia alla provincia, ma anche insieme ad alcune città italiane e a quelle gemellate. Hanno costruito una rete di solidarietà che è solo uno dei valori, con libertà, democrazia e difesa dei diritti, che rappresenta l’Europa nel mondo».
La vendita delle coperte sosterrà il progetto degli Spedali Civili di Brescia «Tutti in trap» dedicato alla prevenzione delle dipendenze e rivolto ai giovanissimi: «Grazie a tutte le persone che hanno lavorato a questa opera collettiva – ha detto Livia Manenti, psicologa, psicoterapeuta e referente del progetto –. I fondi saranno molto utili per rendere il progetto, che ha trovato casa al Mo.Ca, ancora più forte».
Dal mondo
Ospiti per la chiusura del Festival anche i sindaci e i rappresentanti delle città gemellate con Brescia: «Abbiamo 109 gemellaggi nel mondo, 40 in Italia – ha detto Maher Nicola Canawati, sindaco di Betlemme –, questo per dire che li riteniamo molto importanti. Penso che siano amicizie fondamentali non tanto per un supporto materialistico, ma psicologico. È un modo per aiutarsi anche a distanza. Spesso in questo mondo ci sentiamo soli anche in mezzo a tanta gente, queste unioni cercano di cancellare le distanze fisiche e avvicinare i cuori».
Collaborazione fondamentale fra città, ma soprattutto fra persone: «Ci sono due modi per costruire l’Europa – ha detto Conrado Escobar, sindaco di Logroño – quello con le Istituzioni e quello con la gente. L’Europa è fatta dalle persone che stanno nelle strade, vivono nelle città. Per questo credo che si debba costruire l’Europa con la gente e non dall’alto. In questo momento così drammatico è fondamentale stare uniti».
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