Violenza sulle donne, farmacie in campo per intercettarla

Paola Gregorio
Federfarma entra nella rete guidata dalla Loggia. Presto due incontri formativi curati dal Centro Butterfly
Presentato l'accordo che favorirà la formazione specifica dei farmacisti - © www.giornaledibrescia.it
Presentato l'accordo che favorirà la formazione specifica dei farmacisti - © www.giornaledibrescia.it
AA

La farmacia è da sempre un presidio sociale oltre che sanitario, un luogo di riferimento per la comunità. Può essere, per una donna vittima di violenza, un primo approdo dove chiedere aiuto ed essere ascoltata.

L’idea

Per questo Federfarma, come spiega l’assessore alle Pari Opportunità, Anna Frattini, a ottobre ha aderito alla Rete antiviolenza di Brescia guidata dalla Loggia e ora partirà un corso, in due incontri, destinati ai farmacisti e alle farmaciste, curato dal Centro antiviolenza Butterfly, per formarli su come riconoscere gli eventuali segnali della violenza in una donna che entra in farmacia e accogliere e indirizzare verso i servizi specializzati.

La sollecitazione alla formazione ad hoc è arrivata proprio dalle farmacie. «La farmacia è donna – sottolinea Clara Mottinelli, presidente di Federfarma Brescia –. Le donne sono in maggioranza sia tra le clienti sia tra le farmaciste. Già lo scorso anno abbiamo interloquito con il Comune per entrare nella Rete. Anche per noi sanitari l’approccio alla vittima di violenza deve essere specifico, con attenzione e in punta di piedi. Abbiamo proposto il corso a tutte le 380 farmacie della provincia».

Concorda Rocco Vergani, presidente di Farcom Brescia che gestisce le farmacie comunali: «Potenziare la funzione di presidio sociale della farmacia con la formazione è fondamentale».

I dettagli

Il corso si svolgerà nella sede di Federfarma, in via Grandi 18, in città, il 26 gennaio e il 9 febbraio, dalle 20 alle 20.30. Offrirà un inquadramento normativo, un approfondimento sulle diverse forme di violenza, sulle modalità di comunicazione più corretta con una donna che ne è vittima, su come riconoscerne i segnali e intervenire in modo discreto e sicuro.

«Questa formazione vuole insegnare a intercettare, a prevenire la violenza e a indirizzare ai servizi dedicati – precisa Moira Ottelli di Butterfly –. Abbiamo messo a punto anche un vademecum da lasciare in farmacia sui segnali che fanno sospettare la violenza e le parole giuste da usare».

Serena Schiavo, titolare dell’omonima farmacia in città ricorda: «Ci sarà fornito anche un logo da applicare sulla vetrina che segnala agli utenti che siamo tra gli spazi sensibili al fianco della Rete antiviolenza».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.