Illusioni ottiche e giardini, così a Flero rinasce Villa Grasseni

Dal IX secolo è uno dei complessi architettonici più antichi e significativi del territorio bresciano: Villa Grasseni a Flero è oggetto di un restauro conservativo molto importante per una spesa totale di 180mila euro. «L’obiettivo dell’intervento è arrestare il degrado di alcuni ambienti e restituirli alla comunità in tutto il loro antico splendore – commenta l’assessore Marco Pe –. Il restauro rappresenta un investimento importante sulla memoria storica e sull’identità culturale di Flero».
La storia
Le prime testimonianze della villa risalgono al IX secolo: la proprietà passò poi di mano in mano a importanti famiglie nobili fino ad essere acquistata dal Comune. Oggi l’edificio è un polo culturale e sociale molto importante per il paese: ospita la biblioteca, scuole di pittura e musica, associazioni e il salone dei Campanelli viene utilizzato per vari eventi. Proprio per questo il progetto è partito da questo ambiente di grandi dimensioni e forte impatto scenografico.

Decorato con finte architetture, paesaggi, animali, tendaggi e un soffitto che si apre illusionisticamente verso il cielo, il salone nel tempo è stato deteriorato da umidità, infiltrazioni e atti vandalici. Il restauro prevede, dunque, il recupero e la conservazione degli intonaci e delle decorazioni originali, il consolidamento delle parti lesionate e la rimozione degli interventi non compatibili eseguiti in passato.
Il progetto prevede poi il recupero della piccola edicola votiva nel giardino della villa: una semplice struttura a tempietto, oggi anch’essa in grave stato di degrado. La pittura votiva, infatti, è andata perduta, così come porzioni dell’intonaco e delle modanature architettoniche: per questo prima di intervenire sarà effettuata un’indagine stratigrafica al termine del quale, se non sarà possibile il ripristino delle decorazioni antiche, si procederà comunque con la messa in sicurezza della struttura e un intervento di pulitura, consolidamento e protezione.
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