Viaggio a Lodrino, il paese decinghializzato per delibera

Non è la capitale dei cinghiali, Lodrino. Solo che quella delibera su «Lodrino decinghializzato» ha messo in croce un poco tutti. Che è, «Lodrino decinghializzato», un sottoprodotto del paese denuclearizzato, gemellato con..., paese vegano, paese carnivoro...?.

Inviati in perlustrazione con sacche di ironia a ogni tornante arriviamo davanti al sindaco Bruno Bettinsoli, stupito del nostro stupore, non indispettito e certo sicuro di un fraintendimento. Intanto non esistono cartelli, segnalazioni pubbliche di «Lodrino denuclearizzato» e il tutto sta in una mezza paginetta di delibera consiliare.
Carte alla mano
I fatti, chiediamo al primo cittadino da quasi vent’anni, già presidente della Comunità Montana e leader Confartigianato oltre a essere un imprenditore coi fiocchi e dunque uno che non si mette a cadere in trappole né di qualche furbo ambientalista né di qualche furbo cacciatore.
Carte: questa è la relazione dell’Assosuini nazionale inviata a tutti i Comuni con tanto di schema deliberativo e questa è la nostra delibera all’unanimità. Assosuini, richiamati decreti, provvedimenti da Milano a Bruxelles invita il Comune di Lodrino alla «decinghializzazione» del territorio comunale (così ndr) e la delibera comunale votata all’unanimità di Lodrino, riprende pari pari l’invito dell’Assosuini.

Perché? Semplice, del cinghiale vettore della peste suina africana lo dice la scienza e lo confermano i fatti, perché i cinghiali viaggiano anche per 50 chilometri la notte e non è possibile un censimento, un chi sei e dove vai e il cinghiale che la notte prima stava in Valvestino, stanotte è a duecento metri dalla porta della tua casa.
In Valvestino comparve per primo, un quarto di secolo fa e non valsero a nulla gli avvertimenti: i nostri orti sono distrutti e le porte delle nostre case grufate di smusate cinghialesche. Poi fu l’invasione. Oggi, non soltanto le categorie economiche allertano sul fuori controllo.

Il sindaco Bruno Bettinsoli, con alcuni dei suoi, a giugno è sceso in Senato e ha tampinato la commissione agricoltura, ottenendo di allungare il tempo per la caccia, decinghializzazione di qualche mese in più, da settembre a novembre. Molto e non basta. Perché? Fatti: i cinghiali figliano tre volte l’anno e figliano di brutto, da 3 a 10 cinghialini, l’abbattimento è di gran lunga inferiore alla crescita e intanto migrano verso la Lombardia dalla Liguria, dall’Emilia e dalla Toscana. A proposito, leggende o fatti, come credete: qualche cacciatore della «classe idiota» non della classe «cacciatori come si deve» portò qui da noi i cinghiali per cacciarli con comodità, da vicino. Vero o falso?
Chiedetelo a un altro personaggio della vita politica bresciana, quel Vigilio Bettinsoli che fu il primo a creare in Provincia, quando c’era la Provincia vera e non finta di oggi, e lui era assessore vero e non finto come oggi, con l’aiuto di scienziati toscani un regolamento sulla questione cinghiali e vi dirà che non c’è sufficiente sensibilità sul tema e di questo passo filiere economiche e filiere animali rischiano di perdere vitalità e protezione.
Chi è il cinghiale?
Un indizio dettaglio: appena a pochissimi chilometri da Lodrino, nella chiesetta di Auro di Casto, esiste forse uno dei migliori dipinti del Moretto dedicato a Sant’Antonio, protettore degli animali della campagna.
Ai piedi del santo, il gran Moretto ha dipinto un maiale, essendo «Sant’Antone padrù protector dei poursèi». Ebbene, osservatelo da vicino e da lontano quel pursèl e scoprirete che nel 1500 era il sosia del cinghiale. Certo, sono suini tutti, però vederlo ritratto sembra sceso dal monte in posa per un’ora sotto i pennelli del gran colorista mondiale.

Come ci si salva nel rispetto degli animali e degli altri animali e del genere umano? La Sardegna, invasa dai cinghiali, usò la retizzazione e un abbattimento importante e la situazione geografica consentì risultati notevoli. Poi altri consigli, reti, confini naturali di fiumi e di autostrade, insufficienti. Ora carcasse di cinghiali le trovi nei boschi e vengono sparse in ogni dove. A Lodrino, aggiunge il sindaco Bruno Bettinsoli, la Regione ha rilanciato nei valichi la massima protezione per animali, ma i cinghiali non sono passerotti!?
Tra la gente
Nel bar, nei ristoranti, nelle case di Lodrino dove siamo entrati e abbiamo bussato, le persone ascoltate da noi appena pronunciamo il trisillabo, cin-ghia-le, ci guardano storti o sorridono male. Gente buona e seria, noi però abbiamo il profilo di chi viene ad ascoltare e poi se ne va senza cinghiali in adozione, in mano. Loro, tutti, lamentano i danni del cinghiale, la diseconomia, né lo si mangia né gli si avvicina e fanno disastri immensi sul terreno, nei pascoli, nei paesi. La femmina comanda e girare al largo se ha vicino i cinghialini, attacca la persona e non le fa le fusa.

Vita da cinghiale: di giorno sta nascosto in buche, in canali, in pozze. Appare al crepuscolo e non ce n’è per nessuno. La peste suina africana sta a un passo, non tocca le persone, tocca tutto ciò che circonda le persone.
Che fare? Un grande patto sociale, rapido e senza reciproche ideologizzazioni no? Tutti insieme, legislatore, categorie, animalisti, Municipi e quei gruppi delle cinghialaie che vanno a caccia, secondo regola e fanno molto e non possono fare altro. No?!.
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