Il rosa, qui, non è solo un colore identitario. Quest’anno è anche un segnale d’anticipo. Valtenesi in Rosa sceglie infatti di aprire la stagione già a maggio e dal 22 al 24 porta al castello di Moniga tre serate dedicate ai vini rosati del territorio, anticipando un appuntamento tradizionalmente legato all’avvio di giugno.
Appuntamento anticipato
La novità di calendario non cambia la natura della manifestazione, che resta uno degli appuntamenti più riconoscibili per raccontare il legame tra vino e territorio sulla riviera bresciana. Semmai lo rafforza, inserendolo ancora di più nell’avvio della stagione gardesana e facendone, di fatto, uno dei primi grandi appuntamenti del calendario estivo.
Scenario dell’evento sarà ancora una volta il castello di Moniga, luogo che negli anni ha contribuito a definirne l’identità. Organizzata dal Comune con Pro loco Moniga e Consorzio Valtènesi, la rassegna riunirà dalle 18.30 alle 23 produttori e visitatori in tre serate dedicate alla scoperta del Valtenesi.
Degustazione consapevole
Non solo degustazione, però. L’edizione 2026 insiste su un concetto che accompagna sempre più il racconto del vino: quello della degustazione consapevole. Un approccio che punta a valorizzare ogni assaggio come occasione per leggere vitigni, sfumature e identità produttive. Attorno ai calici si muove il racconto di un comprensorio e di una rete di cantine che ha costruito attorno ai rosati una riconoscibilità consolidata, facendo del Valtenesi una delle espressioni più caratteristiche della produzione gardesana.
Valtenesi in Rosa diventa così non soltanto vetrina enologica, ma momento di promozione territoriale, capace di mettere in relazione paesaggio, cultura del vino e ospitalità. Il format resta quello che ne ha fatto negli anni una manifestazione di richiamo, ma l’anticipo a maggio introduce un elemento nuovo: aprire la stagione da uno dei prodotti che più raccontano il lago. Moniga ospita un evento che unisce qualità, atmosfera e identità locale, facendo del vino un’esperienza di territorio prima ancora che una degustazione.



