Valanga e salvataggi, prove di squadra sulla neve del Tonale

Guardia di Finanza, Areu, Soccorso Alpino e Vigili del fuoco condividono tecniche e prospettive
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Valanghe, in Tonale maxi esercitazione
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Parlare, parlarsi. Conoscersi e farsi conoscere. Presentare le proprie capacità, mettere sul piatto quanto imparato con l’esperienza ma anche i propri limiti. E soprattutto far arrivare agli amanti della montagna un messaggio chiaro sull’importanza delle attrezzature tecniche e della preparazione specifica.

Il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza ha invitato, ieri mattina a Ponte di Legno e al passo del Tonale, i colleghi del Soccorso Alpino, dei Vigili del fuoco e di Areu, Agenzia Regionale Emergenza Urgenza, per una giornata di confronto, esercitazione e dimostrazione operativa in ambiente montano ostile, in particolare a seguito di una valanga. Una mattinata, in aula e sulla neve, che è stata anche l’occasione per presentare la sezione aerea di Varese della Guardia di Finanza che, con tre elicotteri Aw 169, in due diverse configurazioni, garantisce supporto per ricerca e soccorso in montagna e sui laghi in Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta.

L’elicottero della Guardia di Finanza ha scaricato gli operatori del Soccorso Alpino © www.giornaledibrescia.it
L’elicottero della Guardia di Finanza ha scaricato gli operatori del Soccorso Alpino © www.giornaledibrescia.it

Il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, che a Brescia ha una stazione a Edolo, ha la competenza della Polizia giudiziaria per tutte le vicende che accadono nella provincia di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova ed è stato proprio il Sagf ad aprire la giornata, spiegando la peculiarità di un gruppo che, seppur ridotto nei numeri, ha una funzione esclusiva: quella delle indagini e delle comunicazioni all’autorità giudiziaria.

La situazione

Il dato di partenza è stato quello, condiviso da tutte le forze in campo, del significativo aumento degli interventi di soccorso in montagna negli ultimi anni, sia in estate che in inverno. Su tutti spicca il numero di missioni della sezione aerea di Varese, raddoppiate tra il 2021 e il 2024.

Per il colonnello Stefano Ceci, capo dell’ufficio operazioni della Guardia di Finanza «La funzione di Polizia giudiziaria si affianca a quella di ricerca e soccorso. Su una frana, una valanga o qualsiasi tipo di incidente è necessario analizzare il contesto, capire se si poteva evitare e se sia possibile ipotizzare che siano stati commessi dei reati».

Andrea Denti, funzionario dei Vigili del fuoco ha ricordato che «solo il 30% degli interventi riguarda il fuoco. Noi entriamo in campo per il soccorso tecnico di emergenza. Abbiamo messo a disposizione i nostri gruppi Saf, derivazione speleologica, alpina e fluviale. Dalla nostra esperienza abbiamo visto che la risorsa strategica da valorizzare è quella umana e lo si può fare grazie alla condivisione e al coordinamento».

I soccorritori impegnati nell'esercitazione al Tonale © www.giornaledibrescia.it
I soccorritori impegnati nell'esercitazione al Tonale © www.giornaledibrescia.it

Marco Astori, responsabile regionale del Soccorso Alpino, ha ricordato la «conoscenza del territorio delle oltre mille persone, tecnici e volontari, che si alternano nelle stazioni per rispondere alle attivazioni». Serena Ruberti, medico di elisoccorso e coordinatore sanitario della centrale Soreu di Bergamo, ha parlato degli interventi in montagna come di «un soccorso sfidante in cui serve una gestione integrata del paziente in ogni fase».

I cittadini

Per tutti la collaborazione degli appassionati della montagna è determinante. Per questo è stata ribadita, sulla neve, l’importanza di avere sempre addosso l’Artva, cioè Apparecchio di ricerca travolti in valanga, che segnala la posizione ai soccorritori e al travolto quella di chi lo sta cercando oltre a pala e sonda. «Il primo intervento deve essere fatto da soli, se se ne ha la possibilità, oppure da chi ha assistito all’incidente».

Un’altra accortezza che può essere decisiva è «aggiornare google maps e le autorizzazioni per la posizione. I sistemi dei soccorritori, anche da remoto, anche con telefono che non prende, possono individuare l’ultima posizione nota del dispositivo e indirizzare le squadre. La rilevazione si può fare anche dall’elicottero in volo e può fare la differenza nei tempi di intervento delle squadre». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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