Valanga in Presena: è morto il 20enne polacco rimasto sotto la neve

La tragedia durante un’escursione con il fratello. Il decesso è avvenuto in serata al Santa Chiara di Trento. In passato un altro fratello aveva perso la vita in montagna
Squadre di soccorso al lavoro per aiutare il ragazzo ferito
Squadre di soccorso al lavoro per aiutare il ragazzo ferito
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Non ce l’ha fatta Marceli Antoni Kukier, il 20enne polacco, che lunedì pomeriggio è stato travolto da una valanga mentre faceva fuoripista in canalone accanto ad una pista battuta nel comprensorio sciistico del Ghiacciaio Presena. Il ragazzo era rimasto sepolto dalla neve.

Prima il fratello che era con lui e poi il personale dell’esercito e del soccorso alpino hanno immediatamente iniziato a scavare ma quando lo hanno estratto era privo di conoscenza e in condizioni critiche. Una prima volta è stato rianimato sul posto e poi trasferito in volo con l’elisoccorso al Santa Chiara di Trento dove medici e infermieri per oltre 30 ore hanno cercato di mantenerlo in vita. Purtroppo tutti i loro sforzi sono stati inutili, i minuti che ha passato sotto la neve hanno lasciato nel suo fisico, pur giovane e forte, danni irreparabili.

Tragedia nella tragedia anche un altro dei fratelli del ragazzo, alcuni anni fa, era morto in un incidente in montagna.

Sulle piste

L’incidente è avvenuto attorno alle 13 di lunedì a quota 2700 metri. I due fratelli polacchi stavano sciando quando hanno deciso di percorre un tratto fuoripista nella neve fresca. Una decisione quantomai azzardata dato che nei giorni scorsi ci sono state nevicate con accumuli comunque rilevanti e il vento, molto forte in quota, aveva portato gli enti regionali della Lombardia e del Trentino ad emettere bollettini che certificavano un elevatissimo rischio del distacco di valanghe.

Il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza ha spiegato che fare fuoripista in queste condizioni è estremamente pericoloso, al punto che anche i militari del corpo, in questi giorni, si stanno addestrando solo sulle piste battute e escono dai tracciati solo se è necessario per un intervento di soccorso. Come prassi in questi casi è stato aperto un fascicolo sulla morte del ragazzo. I carabinieri di Cles devono accertare prima di tutto se i due ragazzi avessero addosso tutte le dotazioni di sicurezza obbligatorie: si tratta del kit di autosoccorso formato da pala, Artva e sonda. Strumenti che possono fare recuperare minuti preziosi nel caso in cui si fosse travolti da una valanga.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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