Valanga in Alto Adige, Vobarno e Vestone piangono Laura Santino

Non c’è stato nulla da fare per Laura Santino, la 26enne valsabbina che sabato mattina è stata travolta da una valanga in Alto Adige mentre stava facendo scialpinismo. Le montagne che amava e frequentava da sempre le sono state fatali: dopo che è rimasta sotto la neve, soccorritori, medici e infermieri hanno fatto tutto il possibile per salvarle la vita. Ma non è bastato. Una manciata di ore dopo il ricovero è stato dichiarato il decesso.
La 26enne, originaria di Vobarno, era un’appassionata di trekking e di scialpinismo e tra sentieri e vette dell’arco alpino aveva costruito una parte della sua vita, condividendo quella passione con il marito Stefano Freddi, di Casto, ma anche con amici e familiari, con i quali frequentava la montagna, sempre con entusiasmo e massima attenzione ai pericoli, dice chi la conosceva. È stato durante una di quelle uscite che, poco prima delle 12 di sabato, qualcosa è andato storto.
L’incidente
Laura si trovava sulla Cima d’Incendio, in val Ridanna, in Alto Adige, quando una valanga staccatasi in prossimità della vetta ha travolto diverse comitive, coinvolgendo 25 scialpinisti. Lei è rimasta sepolta dalla neve, mentre il marito è rimasto illeso; i soccorritori, arrivati rapidamente, hanno estratto i feriti e li hanno trasferiti d’urgenza negli ospedali della zona, mentre per due uomini il decesso è stato constatato sul posto.
Fin dai primi momenti le condizioni della valsabbina sono apparse gravissime, tanto da rendere necessario il trasferimento in elicottero alla Clinica universitaria di Innsbruck, dove Laura ha lottato fino a ieri mattina.
La notizia, diffusasi rapidamente in Valle, ha gettato nello sconforto le comunità di Vobarno, dove era nata e cresciuta, di Casto, dove era entrata per il legame con il marito, e di Vestone, dove la coppia si era trasferita dopo il matrimonio nel settembre 2024.
La pallavolo e il lavoro
Accanto alla montagna, Laura coltivava fin da bambina la passione per la pallavolo. Aveva militato nel Vobarno Volley, crescendo nel vivaio fino alla prima squadra, e dalla società arriva il ricordo della presidente Caterina Magri: «Eravamo orgogliosi di lei, del suo percorso e di ciò che ci ha lasciato. Conserviamo un ricordo bellissimo, ora siamo sconvolti».
Parole simili sono arrivate anche dalla «Pallavolo Villanuova», dove aveva giocato per alcuni anni prima di lasciare lo sport per dedicarsi completamente allo studio, fino a conseguire con il massimo dei voti la laurea in psicologia. Da quel percorso era nato anche il suo impegno nel lavoro, che l’aveva portata a entrare nella cooperativa Co.Ge.S.S., attiva nei servizi per persone con disabilità in Valle, dove operava nei servizi «SpazioA», «Ad Personam» e la «Fattoria La Mirtilla». I colleghi la ricordano come una persona affidabile, mentre la sua partecipazione alle escursioni in montagna organizzate con gli utenti racconta un legame autentico con quell’ambiente.
Oltre al marito Stefano, Laura lascia i genitori, la sorella e tanti amici. Il rientro della salma da Innsbruck e la data delle esequie non sono ancora stati fissati.
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