«Si può uscire da Cogeme»: via libera per il Comune di Erbusco

Il Comune di Erbusco può uscire da Cogeme. La querelle, iniziata nel lontano 2017, vede ora un primo punto fermo, assunto dal Collegio arbitrale incaricato dalle parti di stabilire se l’Amministrazione franciacortina può dismettere le proprie quote (pari al 7,6%), richiedendo quindi alla multiutility con sede a Rovato la liquidazione, stimata dal Comune in una cifra attorno ai 7 milioni di euro.
Senza «stretta necessità»
Pochi giorni fa il Collegio composto dagli avvocati Fiorenzo Bertuzzi, Vera Squaratti e Stefania Vasta ha stabilito che il Comune «è titolare del diritto alla cessazione della qualità di socio e alla liquidazione della propria partecipazione». Per Erbusco è infatti possibile «assicurare i servizi di interesse generale mediante assetti regolatori e modelli organizzativi alternativi, senza necessità di permanere nella compagine di Cogeme Spa».
La decisione del Collegio viene accolta «con grande soddisfazione» dal sindaco di Erbusco, Mauro Cavalleri, per il quale «il risultato conferma la bontà delle scelte compiute. Si conferma il pieno diritto dell’Amministrazione di uscire dalla società e ottenere la liquidazione delle proprie quote. I giudici hanno infatti stabilito che la partecipazione in Cogeme, società con struttura di holding, non risponde ai criteri di «stretta necessità» previsti dalla normativa per gli enti pubblici».
Sul prossimo futuro, per Cavalleri, «la sentenza impone a Cogeme spa di avviare le procedure per calcolare il valore delle azioni e corrispondere al Comune quanto dovuto, seguendo le regole del Codice civile. Questa decisione permette al Comune di Erbusco di recuperare risorse economiche rilevanti, finora bloccate in una partecipazione non più strategica, per reinvestirle direttamente sul territorio a favore della comunità».
La reazione
La vicenda, tuttavia, potrebbe non essere finita qui, almeno stando alle prime dichiarazioni del presidente di Cogeme spa, Giacomo Fogliata, che annuncia la volontà di «avviare le opportune iniziative innanzi la competente autorità giudiziaria ordinaria. Vogliamo tutelare lo spirito con cui Cogeme è nata e ha saputo rispondere, nel tempo, ai bisogni del territorio.
Il patrimonio di Cogeme non può e non deve disperdersi a fronte dell’iniziativa unilaterale e discrezionale di un singolo Comune, che rischia di minare l’esistenza stessa della società, con conseguente effetto liquidatorio che inciderebbe sulla valutazione stessa delle partecipazioni dei Comuni e, più in generale, sulle attività degli stessi. Ci opponiamo a quest’impostazione: lo dobbiamo agli altri 58 enti pubblici soci che hanno sempre creduto e continuano a credere in Cogeme, autentica espressione del territorio e al suo servizio».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
