L’Ue ha deciso: i pasdaran entrano nella lista dei terroristi

I pasdaran sullo stesso piano di Isis, al-Qaeda, Hamas ed Hezbollah. L'Europa, con la convergenza finale di Parigi, trova l'unanimità e compie il passo più netto: il Corpo delle guardie della rivoluzione iraniane entra nella lista delle organizzazioni terroristiche. «Se agisci come un terrorista, devi essere trattato come tale», ha scandito l'Alto rappresentante Kaja Kallas, riassumendo il senso di una decisione definita «storica» e maturata sotto il peso della repressione brutale del regime degli ayatollah.
Iran’s security forces are responsible for mass killings.
— Kaja Kallas (@kajakallas) January 29, 2026
Today, we are imposing new sanctions on those directly responsible for the violent crackdown on protests that has killed thousands.
I also expect that Foreign Ministers will take a political decision for the EU to… pic.twitter.com/P6Rj1bM3HR
La sequenza di arresti di massa, torture, esecuzioni e violenze contro i manifestanti ha fatto saltare gli argini della prudenza diplomatica, spingendo anche la Francia – cauta fino all'ultimo per i timori sulla sicurezza dei cittadini europei detenuti in Iran e sulla tenuta dei canali di dialogo – a sostenere la linea dettata dalla Germania e sposata dall'Italia. Una svolta che ha subito innescato la reazione di Teheran, con il ministro degli Esteri Abbas Araghchi che ha bollato la designazione come un «grave errore strategico».
Riuniti a Bruxelles, i ministri degli Esteri europei hanno saldato il consenso formatosi nelle ore precedenti, raccogliendo anche il via libera di Belgio e Spagna, fino a stringere il cerchio attorno all'apparato ideologico-militare di Teheran. Una scelta risuonata anche fuori dai palazzi Ue, dove i dissidenti iraniani hanno sollecitato a gran voce l'Europa a non rinviare oltre una decisione che, ai loro occhi, arriva comunque «con più di trent'anni di ritardo». Divieti di viaggio, beni congelati, rubinetti finanziari chiusi: dopo anni di sanzioni mirate, i pasdaran vengono colpiti nel loro insieme.
Il Consiglio degli Affari Esteri Ue ha deciso di inserire i Pasdaràn nella lista delle organizzazioni terroristiche. Il dialogo con Teheran resta aperto, ma era necessario prendere una posizione netta. pic.twitter.com/AQkjEQs2YK
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) January 29, 2026
Alla portata simbolica della designazione si affianca un'ulteriore stretta, con sanzioni su 21 persone ed entità ritenute coinvolte nella repressione delle proteste interne e altri 10 soggetti legati al sostegno militare di Teheran alla macchina da guerra di Mosca. Nel mirino, figure chiave come il ministro dell'Interno Eskandar Momeni, il procuratore generale Mohammad Movahedi-Aza, il capo della polizia di pubblica sicurezza Seyed Majid Feiz Jafari, e le società accusate di aver orchestrato il blackout di Internet durante le manifestazioni. Il punto di non ritorno per l'Europa è stato il bilancio umano. «Migliaia e migliaia di morti, forse trentamila», ha scandito il ministro Antonio Tajani, denunciando «una carneficina paragonabile a Gaza» e numeri «davanti ai quali non si può restare neutrali».
A fargli eco l'omologo tedesco Johann Wadephul che, insieme al cancelliere Friedrich Merz, da settimane premeva per una scelta definita «urgente e necessaria», di fronte a un regime che «picchia, tortura, imprigiona e uccide». Resta, ha ammesso Wadephul, la preoccupazione per i cittadini europei detenuti in Iran.
Ma il messaggio politico, condiviso anche da Parigi, è senza ambiguità: l'Europa, di fronte ai Guardiani della rivoluzione «con le mani sporche di sangue», «non è ricattabile». «Terrorista è il termine giusto per un regime che soffoca nel sangue le proteste della sua gente», sono state le parole di Ursula von der Leyen per suggellare una scelta che, a stretto giro, anche Israele ha definito «storica» per voce del ministro degli Esteri Sa’ar.
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