Un bimbo in affido, uno in adozione: «Esperienza che ripaga»

Olga e Antonio sono i genitori di Davide e Valentino, entrati nelle loro vite trent’anni fa
Olga Borghetti e Antonio Minelli ha avuto il loro primo figlio in affido, il secondo in adozione © www.giornaledibrescia.it
Olga Borghetti e Antonio Minelli ha avuto il loro primo figlio in affido, il secondo in adozione © www.giornaledibrescia.it
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«Dobbiamo aiutare a crescere gli uomini e le donne di domani»: Olga Borghetti è maestra, educatrice e mamma di Davide e Valentino, ormai uomini, il primo avuto in affido per circa 6 anni, il secondo adottato quando aveva tre mesi, 28 anni fa.

Due esperienze diverse che hanno come comun denominatore l’amore: «Davide aveva tre anni e mezzo, nel 1993, e veniva da una situazione di violenze». Dopo l’affido alla nonna e a un’altra famiglia arriva a casa di Olga e Antonio Minelli che avevano già fatto la scelta di coppia di adottare (e iniziato tutte le pratiche). È restato con loro fino a 9 anni quando è tornato dai genitori biologici per poi scappare un anno più tardi e proseguire la sua crescita, quindi, in una casa-famiglia. «Quando ha compiuto 18 anni ci è venuto a cercare – ricorda Olga – e tuttora siamo in contatto; è stato il mio primo figlio... è stato doloroso».

Nel frattempo era arrivato nella vita di Olga e Antonio Valentino: «Una mattina mi hanno chiamata e mi hanno detto che c’era un bimbo al Niguarda, ma che aveva un problema agli occhi. Per noi non contava, poi negli anni ha subito 17 interventi. Quando l’ho visto lui era piccolissimo».

E aggiunge: «A Valentino abbiamo da subito raccontato la sua storia attraverso il gioco perché più passa il tempo, con un bambino, più è difficile spiegare con le parole. Non sappiamo nulla dei suoi genitori biologici: ha 28 anni e può fare una ricerca, lo abbiamo supportato e accompagnato a prendere informazioni in tribunale, ma lui non ha ancora preso la decisione se procedere o no». E continua: «Lui non ha i nostri tratti somatici, ma ci somiglia nei comportamenti, negli atteggiamenti e in quel che fa ci riconosciamo. E questo giustifica tutte le fatiche».

«È stata una bellissima esperienza che tutte le coppie dovrebbero fare – conclude –, quel che consiglio a chi vuol intraprendere il percorso adottivo è di fare tanto volontariato con i bambini in comunità. Tutti i bambini hanno bisogno di stare in una famiglia».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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