Umberto Bossi e Ponte di Legno, la roccaforte del «senatùr»

Giuliana Mossoni
il ricordo di Andrea Bulferetti, proprietario dell’ hotel Mirella dove soggiornava il politico: «Aveva una attenzione particolare alle esigenze del territorio e dei piccoli imprenditori»
Umberto Bossi a Ponte di Legno - © www.giornaledibrescia.it
Umberto Bossi a Ponte di Legno - © www.giornaledibrescia.it
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Un’amicizia nata tra le montagne dell’alta Vallecamonica, con la semplicità e la schiettezza che solo le relazioni coltivate «ad alta quota» sanno dare. Umberto Bossi e Andrea Bulferetti si conoscono da decenni, da quando il «senatùr» aveva eletto Ponte di Legno a sua roccaforte, dalla quale spesso, a fine estate, dettava la linea della Lega Nord, al grido di «Padania libera!» urlato dal centro congressi dell’hotel Mirella, dal palazzetto dalignese o dalle stanze del «castello dei Caparini».

Bulferetti, patron dell’omonimo gruppo dell’accoglienza dalignese, proprietario del Mirella, l’hotel dove si rifugiavano per le vacanze estive e invernali i politici bresciani (in parte è così ancora oggi), ed ex sindaco, non si sottrae nel ricordare Bossi.

«È stato sicuramente un grande personaggio – afferma -, indipendentemente da ogni considerazione di natura politica. Un personaggio di grande umanità. Sicuramente quello che più ha legato il suo nome alla nostra località. Non a caso per lungo tempo, e magari con un po’ di esagerazione, Ponte di Legno è stato associato alla Lega Nord. Aveva grande fiuto e sapeva come far conoscere il suo pensiero. Nel periodo di Ferragosto, quando gli altri politici erano in vacanza e spesso irraggiungibili, lui attirava giornalisti da tutta Italia con le sue esternazioni notturne. Si faceva notte fonda, nel bar del nostro albergo, lui con l’immancabile sigaro e tanta gente intorno ad ascoltarlo».

Quelle del «senatùr», ne è convinto Bulferetti, non erano solo parole. «Perché Bossi sapeva arrivare al punto con grande concretezza – aggiunge l’albergatore –, con una attenzione particolare alle esigenze del territorio e dei piccoli imprenditori. Non dimentichiamoci che è stato grazie anche al suo interessamento che è stato possibile ottenere dalla Regione il finanziamento di venti miliardi delle allora lire per il collegamento della nuova cabinovia Pontedilegno-Tonale».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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