Non c’è limite o attesa quando si tratta di truffe. L'ultima frontiera dei malintenzionati che prendono di mira gli anziani sfrutta l'eco delle recenti notizie sanitarie. A Bedizzole, una donna di 92 anni è stata presa di mira con una variante della truffa del «finto nipote in ospedale», declinata questa volta in chiave epidemiologica.
La dinamica del raggiro
Il copione, studiato nei minimi dettagli per ingenerare il panico, è scattato via telefono. All'altro capo una voce si è spacciata per la nipote dell'anziana, sostenendo in tono allarmato di trovarsi in quel momento al pronto soccorso perché risultata positiva al test per l'«Hantavirus». Per rendere credibile il racconto, la «voce» ha spiegato di aver già ricevuto una prima somministrazione, ma di aver immediato bisogno di ulteriori vaccini e terapie specifiche. Cure salvavita che – secondo la messinscena – avrebbero dovuto essere fornite da una clinica esterna a un costo decisamente elevato. Di qui, la richiesta di un urgente aiuto economico.
La reazione
A fare la differenza, in questa circostanza, è stata la prontezza della vittima. Nonostante i 92 anni d'età e la pressione psicologica del momento, l’anziana ha mantenuto la freddezza necessaria: ha manifestato ad alta voce i propri dubbi sulla richiesta e, senza esitare, ha chiuso la comunicazione prima che il raggiro potesse essere portato a compimento.



