Cronaca

Troppo luminosi: rimossi i proiettori dal rifugio Baita Adamè

Erano modelli progettati per stadi e arene sportive e producevano un flusso luminoso stimato fino a circa dieci volte quello utilizzato per illuminare un’autostrada
Giuliana Mossoni
I fari sulla facciata, prima della rimozione
I fari sulla facciata, prima della rimozione

Sono stati rimossi i proiettori installati sulla facciata del rifugio Baita Adamè, in Valle Adamè, dopo la segnalazione dell’associazione CieloBuio, sodalizio impegnato nella tutela del cielo notturno. Secondo i volontari l’impianto era stato installato in due siti della Rete natura 2000 e, stando a quanto emerso dall’accesso agli atti, non risultavano acquisiti dal Comune i titoli previsti dalla legge. Secondo CieloBuio, i fari erano modelli progettati per stadi e arene sportive e producevano un flusso luminoso stimato fino a circa dieci volte quello utilizzato per illuminare un’autostrada. Gli apparecchi, inoltre, erano orientati verso l’orizzonte e non verso il basso, con una parte consistente della luce dispersa direttamente nel cielo.

La vicenda era iniziata il 29 giugno con la segnalazione dell’associazione al Comune di Saviore e il 15 luglio il gruppo volontari Baita Adamè, gestore della struttura, aveva comunicato di aver rimosso i proiettori, spiegando che erano stati installati come prova per valutare soluzioni legate alla sicurezza e all’eventuale atterraggio notturno dell’elisoccorso.

Il seguente accesso agli atti ha fatto emergere, affermano dall’associazione CieloBuio, l’assenza negli uffici comunali del progetto illuminotecnico, delle dichiarazioni di conformità e dell’autorizzazione sindacale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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