«La sfida: intercettare e prevenire il disagio crescente dei ragazzi»

È una sfida ardua quella che si appresta ad affrontare Laura D’Urbino, che da ieri è ufficialmente la presidente del tribunale per i minorenni di Brescia. In un momento storico di profonde fratture sociali, di difficoltà organizzative e di cronica coperta corta sul fronte delle risorse umane ed economiche nella giustizia dovrà guidare un ufficio medio-piccolo che elabora migliaia di procedimenti all’anno.
L’obiettivo
Con il 40% di scopertura amministrativa e soli sette giudici in servizio, il tribunale di via Vittorio Emanuele II tratta oltre 2.500 procedimenti civili e circa 2.000 penali con una competenza sul distretto che comprende Brescia, Bergamo, Mantova e Cremona. In pochi anni le cause sono cresciute esponenzialmente, ma l’organico è rimasto lo stesso.
«Sono consapevole delle difficoltà che mi aspettano – dice la neopresidente D’Urbino –, la sfida sarà quella di continuare a svolgere un’attività di prevenzione del disagio, di sanzionare quando è strettamente necessario ma soprattutto di intervenire precedentemente nell’ambito civile per intercettare all’inizio i ragazzi sofferenti e aiutarli».
Le priorità
Problemi psichiatrici sin dalla tenera età, problemi legati all’assunzione sostanze stupefacenti, psicofarmaci e alcol; e poi ragazzi vittime di autolesionismo. Sono queste le situazioni che si trovano più spesso ad affrontare i giudici per i minorenni di Brescia. «Non c’è solo aggressività verso gli altri ma anche contro se stessi. E questi disagi si manifestano sia in ambito civile che con la commissione di reati», ha aggiunto.
E proprio con lo sguardo rivolto ai giovani si è tenuta ieri la cerimonia di insediamento della presidente, in servizio a Brescia dal 1999 e considerata una figura di riferimento per la sua autorevolezza, preparazione e capacità di muoversi con sensibilità ed equilibrio.
Gli auguri della città
Nell’augurare a Laura D’Urbino un buon lavoro, la procuratrice Giuliana Tondina ha sottolineato: «Nelle condizioni attuali è davvero arduo farsi carico di un’organizzazione che ha carenza di materiali, di personale e di strutture e che tuttavia deve far fronte a un compito arduo come intervenire nella delicata fase della vita di un ragazzo». E davanti alle istituzioni cittadine (a partire dalla sindaca Laura Castelletti e dal prefetto Andrea Polichetti) D’Urbino ha ammesso: «In queste settimane ho percepito dalla città grande accoglienza, entusiasmo e vicinanza che non mi aspettavo».
Poi la presidente ha aggiunto: «Quest’ufficio va considerato come un laboratorio, perché nonostante le difficoltà, il carico di lavoro e la mancanza di personale, non c’è mai stata un’osservazione al consiglio giudiziario e c’è sempre la corsa ad aiutarci. Questo è un valore che non si trova ovunque».
Tutt’altro che minore
Ha invece voluto sottolineare che «la giustizia per i minori non è minore» il procuratore generale della Corte d’Appello di Brescia Guido Rispoli, che ha poi aggiunto: «In una visione di insieme il tribunale per i minorenni è equivalente a quello di sorveglianza e va valorizzato per il lavoro che svolge». Un lavoro fondamentale, anche (e soprattutto) di prevenzione.
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