Cronaca

Una vita dedicata ai poveri: è morta in Argentina suor Saveria Menni

La religiosa di Trenzano è spirata dopo un intervento chirurgico all’anca. Ha fondato la «Casa de la Juventud», alla sorella è intitolata la mensa della Caritas diocesana
Roberto Manieri

Roberto Manieri

Giornalista

Suor Saveria Menni, 84 anni, scomparsa in Argentina (foto d'archivio)
Suor Saveria Menni, 84 anni, scomparsa in Argentina (foto d'archivio)

È morta venerdì in conseguenza di un intervento chirurgico all’anca suor Saveria Menni, religiosa originaria di Trenzano che ha prestato la sua missione in Argentina. Entrata nell’ordine delle Dorotee da Cemmo era arrivata nel 1970 a Santiago del Estero. In famiglia anche la sorella suor Eugenia è ricordata per le sue opere di carità in città. A lei è infatti intitolata la mensa della Caritas diocesana. Suor Saveria è stata stroncata da complicazioni cardiache. Una notizia che ha scosso il mondo bresciano legato alle missioni, dove la religiosa, 84 anni, era vista come un riferimento attivo di carità.

La memoria

Fu insignita del premio «Cuore amico» per la costituzione nel 1986 della «Casa de la Juventud» avviata a Santiago con un gruppo di giovani universitari come luogo di discernimento dei doni personali in una proiezione di servizio alle piccole e grandi necessità locali. Una realtà formata da comunità di laici animati dai valori evangelici, che nel tempo hanno assunto un progetto educativo con i giovani in una formazione integrale e con spirito missionario. Negli anni punti di forza del cammino della sua comunità sono stati per stessa ammissione di suor Saveria la preghiera, la formazione permanente, il servizio e la missione.

La diffusione

Dalla prima esperienza in Argentina il modello è stato diffuso anche in Bolivia, Perù e Uruguay, con scuole di formazione professionale, cooperative di lavoro, centri di studio e attività pastorali. Suor Saveria Menni si è sempre descritta nella sua umiltà come «frutto di una storia di vita di strada», senza mai dimenticare le sue origini bresciane, anzi trenzanesi. Quando talvolta capitava che la religiosa tornasse a Brescia, nella sua testimonianze mescolava spagnolo, italiano e dialetto locale, in un racconto appassionato e avvincente. «Trenzano è la mia parrocchia. Qui ho coltivato la mia vocazione – aveva detto nel 2018 nel corso di una serata in paese di cui serbiamo memoria –. C’è ancora molto lavoro da fare, soprattutto per chi la vede con la mentalità bresciana. Anche se l’incontro con la missione e con i poveri ti cambia radicalmente anche nel metodo tutto lombardo di affrontare le cose sempre di petto».

Saveria Menni ha vissuto con grande presenza i momenti tragici che hanno riguardato le latitudini della sua missione: come l’arrivo del ciclone «El Niño» in Perù o il crack finanziario a Buenos Aires. Vedeva anche nei momenti più bui una luce e una soluzione percorribile. Così scrisse al nostro giornale nel 2017 dopo El Niño Costero: «Esiste un barlume di speranza alla fine di ogni tragedia. Grazie quindi a tutti coloro che da Brescia ci sono stati vicini».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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