Treni: la Brescia-Parma è sempre più maglia nera

Mesi da incubo per la Bs-Iseo-Edolo, ritardi e soppressioni all’ordine del giorno. Balotta: «Un disastro anche con i treni nuovi»
Un treno fermo in stazione - Foto © www.giornaledibrescia.it
Un treno fermo in stazione - Foto © www.giornaledibrescia.it
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Per ben sette volte negli ultimi dieci mesi la Brescia-Parma ha superato il limite. No, non stiamo parlando di quello di velocità: i suoi «treni lumaca», come li chiamano affettuosamente i pendolari, non ce la farebbero mai. Ha superato invece il limite dell’affidabilità stabilito dalla Regione con una percentuale in doppia cifra di treni soppressi o con ritardo superiore ai 15 minuti. È per questo che la linea si conferma ancora una volta maglia nera tra quelle bresciane e tra le peggiori a livello regionale e nazionale. Ed è per questo che bisognerebbe fare un monumento alla pazienza di coloro che la utilizzano ogni giorno per recarsi al lavoro, a scuola o all’università: i viaggi diventano molto spesso una vera e propria odissea.

Le cose non vanno però molto meglio sulla Brescia-Iseo-Edolo, a sua volta afflitta da una buona dose di disservizi: da gennaio a ottobre non ha raggiunto lo standard richiesto per ben cinque mesi. E inoltre, aspetto forse ancora più preoccupante, nell’ultimo quadrimestre ha inanellato sempre pessime performance.

Nodo indennizzo

Nonostante non manchino i problemi, sembrano invece essersi messe sul binario giusto le altre linee gestite da Trenord, ossia la Brescia-Cremona (un solo mese particolarmente disagiato), la Verona-Brescia-Milano e la Lecco-Bergamo-Brescia, con queste ultime due che possono vantare i numeri migliori quanto a puntualità: mai i loro pendolari hanno avuto diritto nel corso del 2024 all’indennizzo previsto per i ritardi. A questo proposito è doveroso però fare una precisazione: il meccanismo di calcolo dalla scorsa primavera conteggia solo i ritardi superiori ai 15 minuti contro i 5 precedenti. Con le vecchie regole dunque le prestazioni delle linee bresciane sarebbero state considerate ben peggiori (e di conseguenza ai pendolari sarebbero andati più rimborsi).

«Le misure compensatorie per i disservizi provocati da Trenord – ricorda Dario Balotta di Europa Verde – sono state adottate nel 2003, ma sono poi state modificate e ridotte in aprile. Si è passati a un indennizzo che di fatto istituzionalizza i ritardi, sempre in crescita». La Regione, prosegue, «con l’adozione del bonus ha voluto attutire l’impatto negativo di uno dei peggiori servizi di trasporto ferroviario».

Con queste «performance» negative della linea Brescia-Iseo-Edolo, si chiede inoltre Balotta, «a che cosa serve l’acquisto dei costosissimi treni a idrogeno?». E aggiunge: «Anche sulla Brescia-Parma sono arrivati i treni nuovi, ma la linea resta un disastro».

La Brescia-Parma è stata presa di mira anche dal rapporto Pendolaria di Legambiente: nel report pubblicato nelle ultime ore viene evidenziato come la linea non sia stata ancora elettrificata. «Siamo contenti – commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – che anche l’assessore regionale all’Innovazione, Alessandro Fermi, si sia accorto che il servizio in Lombardia è "pietoso", oltre a fare "schifo", come ha dichiarato nel corso di un evento pubblico qualche giorno fa. Oltre alla presa d’atto vorremmo però capire quali correttivi la Regione ha intenzione di mettere in campo per restituire ai cittadini un trasporto ferroviario che sia efficiente nell’esercizio e nel servizio, e che risponda alla domanda di chi non vuole o non può usare l’auto per spostarsi».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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