Smantellata rete dedita al traffico internazionale di rifiuti verso il Pakistan e Paesi europei. Dalle prime ore della mattinata, i carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Brescia con il supporto degli stessi reparti di Milano, Bergamo, Mantova, Treviso, Vicenza e Caserta stanno dando esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal gip del Tribunale di Brescia, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Brescia.
Le persone destinatarie del provvedimento sono gravemente indiziate dei reati
contestati di traffico transnazionale di rifiuti.
Sono indagate 16 persone fisiche e 12 società attive nella gestione, nel trasporto e nell’intermediazione dei rifiuti. L’indagine è iniziata da un controllo effettuato nel febbraio 2023 al porto di Genova dal Noe e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha consentito di intercettare 9 container destinati al Pakistan contenenti rifiuti, in particolare compressori provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche non bonificati, falsamente dichiarati come materiale usato o recuperabile.
L’accusa
Secondo l’ipotesi dell'accusa, il meccanismo illecito si fondava su un sistema definito dagli investigatori come «giro-bolla»: i rifiuti venivano fatti risultare, solo sui documenti, come se fossero transitati in un impianto per le operazioni di scarico o trattamento, mentre in realtà sarebbero stati trasportati direttamente verso il destinatario finale.
Sono in corso le perquisizioni, volte ad acquisire ulteriore documentazione utile alla ricostruzione dei flussi di rifiuti, dei rapporti commerciali e dei profitti illeciti, nonché agli accertamenti relativi alla responsabilità amministrativa degli enti.



