È fallita in Tennessee l’esecuzione di Christa Pike, la donna condannata alla pena capitale per l’omicidio di una coetanea commesso nel 1995, quando aveva 18 anni. Dopo il via libera della Corte Suprema degli Stati Uniti, che aveva rimosso in extremis lo stop disposto da un tribunale federale, la procedura di iniezione letale non ha avuto l’esito previsto e Pike è stata trasferita in ospedale.
A rendere nota la notizia sono stati i suoi avvocati, che hanno denunciato una serie di problemi durante l’esecuzione: «difficoltà di accesso alle vene, vene rotte, Pentobarbital degradato e assenza di assistenza medica di emergenza». Le condizioni della donna non sono state rese note. «Questa sera lo Stato del Tennessee ha nuovamente fallito nell’esecuzione di una condanna a morte legittimamente disposta», hanno dichiarato i legali. «Christa è ricoverata in un ospedale nelle vicinanze. Non siamo stati informati sulle sue condizioni».
Nel penitenziario
I funzionari del Dipartimento penitenziario del Tennessee non hanno inizialmente confermato pubblicamente l’esito della procedura, che prevedeva la somministrazione di due iniezioni di pentobarbital, né hanno risposto alle richieste di chiarimento avanzate dai media.
Nella prigione di massima sicurezza in cui era prevista l’esecuzione erano presenti anche alcuni giornalisti in qualità di testimoni. John North, reporter dell’emittente Wbir, ha riferito che «sembra che non sia andato tutto come previsto», aggiungendo che, al momento in cui i testimoni hanno lasciato l’edificio, Pike risultava «probabilmente ancora viva». Altri presenti avevano riferito che la donna continuava a respirare anche dopo l’iniezione letale.
La sospensione
Poche ore prima, una corte federale aveva ordinato la sospensione dell’esecuzione per consentire un ulteriore esame di possibili circostanze attenuanti che, secondo la difesa, non sarebbero state adeguatamente considerate durante il processo celebrato a metà degli anni Novanta. La Corte Suprema ha poi annullato lo stop, dando al Tennessee il via libera a procedere.
Il governatore repubblicano Bill Lee aveva respinto lunedì le richieste di commutazione della pena, nonostante gli appelli presentati da diverse organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International.
La condanna
Christa Pike era stata condannata a morte per l’uccisione di Colleen Slemmer, 19 anni, sua compagna nel programma di formazione professionale Job Corps di Knoxville. Secondo quanto ricostruito nel processo, il delitto era legato a una rivalità sentimentale. Pike aveva 18 anni al momento dei fatti.
Con lei erano coinvolti altri due adolescenti: il fidanzato dell’epoca, 17enne, condannato all’ergastolo, e un’altra ragazza di 18 anni, che ottenne una pena sospesa in cambio della testimonianza contro gli altri due.
L’esecuzione di Pike avrebbe dovuto essere la trentesima dall’inizio dell’anno negli Stati Uniti. Sedici erano state eseguite in Florida. Tutte mediante iniezione letale.

