Tempio crematorio di Chiari, «Il progetto si farà solo a certe condizioni»

«Entro giugno mi auguro si possa mettere un punto definitivo sul Tempio crematorio a Chiari. In questi mesi capiremo se dal mercato emergeranno condizioni di fattibilità tecnica, con convenienza economica per il Comune. Se così sarà, bene. Altrimenti, il progetto si fermerà definitivamente. Saranno i numeri a parlare». Così il sindaco di Chiari, Gabriele Zotti, interviene in maniera decisa sull’ipotesi del Tempio crematorio. Una questione che, nella cittadina dell’Ovest, si trascina dal 2020, quando l’allora Amministrazione ottenne l’apposita autorizzazione regionale.
L’idea iniziale – la gestione in house di Chiari Servizi, al 98% controllata dal Comune – era stata avversata, già in campagna elettorale, dall’allora opposizione di centrodestra, diventata nell’estate 2024 maggioranza.
Le critiche
La vicenda, però, ha continuato ad attraversare il dibattito politico. A riprendere il tema è Marco Salogni, capogruppo della minoranza del Comitato civico: «Abbiamo posto all’Amministrazione alcune domande, senza risposta, dopo che una società, la Eco Fly di Esine, ha presentato una proposta di project financing. Vogliamo quindi sapere se il Comune intenda interrompere l’iter di realizzazione con Chiari Servizi, aprendo a soggetti privati. Serve su questo il coinvolgimento del Consiglio comunale, per determinare se il progetto sia ancora attuale e, soprattutto, se la strada di affidamento a un soggetto privato sia la migliore, in termini di controllo ambientale e di sostenibilità del progetto».
Critiche, in tal senso, sono arrivate anche dall’ex sindaco – e ora capogruppo di «Chiari Capitale» – Massimo Vizzardi, che durante la discussione sul Dup ha stigmatizzato «le dure parole in campagna elettorale dell’attuale maggioranza. Dalla totale interruzione del percorso siamo passati al non affidamento a Chiari Servizi, così procedendo il progetto dell’Amministrazione Vizzardi, senza però comunicare di aver cambiato idea».
La replica
Opposta, invece, la lettura del sindaco Zotti: «Dovrei chiedere io perché, nonostante le autorizzazioni datate 2020, non hanno portato avanti il loro progetto. Il nostro ragionamento invece è lineare: nessun rischio economico, finanziario, ambientale o di approvvigionamento in carico al Comune o a Chiari Servizi (controllata al 98% dal Municipio, ndr). Se dal mercato arrivano operatori professionali e seri interessati, capaci di garantire all’ente pubblico entrate certe e con tutte le garanzie ambientali e gestionali, bene. Altrimenti niente. Intanto, possiamo già rivendicare politicamente di aver impedito pericolose esposizioni a Chiari Servizi. Un eventuale buco dell’operazione, infatti, affosserebbe il bilancio comunale».
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