Cronaca

Surf challenge sul treno a Iseo, la Polizia sta indagando sui social

La Polizia Ferroviaria ha acquisito le immagini girate su Internet e lavora per identificare, e denunciare, i ragazzi protagonisti
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

Stefano Zanotti

Stefano Zanotti

Giornalista

Alcuni frame del video girato sopra il treno sul Sebino
Alcuni frame del video girato sopra il treno sul Sebino

Le immagini dicono tutto. Non servono commenti. E infatti gli autori le hanno postate sui propri profili così, solo indicando «#trainsurfing at Iseo». Si tratta dell’ennesima sfida, challenge nel linguaggio dei social, che spinge i ragazzi a mettersi in pericolo. In questo caso è necessario salire sul tetto di un treno e filmarsi mentre questo viaggia, alzandosi ed abbassandosi per evitare ponti, gallerie, semafori e altri segnali.

Sul Sebino

Da qualche giorno, con gli hashtag #estate2025 e #viral, rimbalza da un profilo all’altro un video realizzato sul tetto di un convoglio della Brescia Iseo Edolo, nel tratto tra Iseo e Marone. Le persone sopra, in senso letterale, il treno sono almeno due: una regge il telefono che riprende, l’altra si vede meglio anche se non è mai distintamente ripresa in faccia.

Quando i vagoni arrivano nei pressi di una galleria i ragazzi si accucciano e quando sono passati oltre si rialzano. Un comportamento pericoloso che mette a rischio oltre ai ragazzi anche la sicurezza dei viaggiatori e di tutta la linea. Per questo la Polizia Ferroviaria ha aperto una indagine, per ora contro ignoti, per dare un nome e un volto alle persone che sono salite sul treno. Per questo la polizia giudiziaria ha acquisito le immagini e chiesto alle piattaforme social di fornire i dati degli utenti.

Le prime valutazioni portano a cercare i responsabili fuori dalla provincia di Brescia, tra tiktoker e youtuber che hanno nelle sfide social sui treni il loro primo obiettivo e che postano video realizzati in diverse parti d’Italia.

Il fenomeno

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Train surfing challenge: i giovanissimi e le sfide estreme

Il train surfing rientra tra gli «hobby estremi». In passato le persone decidevano di aggrapparsi ai treni o di sdraiarsi sopra le carrozze per viaggiare gratis. Negli anni Ottanta la pratica si è diffusa tra i giovani sovietici e successivamente, nel corso degli anni Novanta, ha raggiunto la Germania, prima di attirare l’attenzione nell’intero continente. Il train surfing, nato per non pagare il biglietto, è diventato così a tutti gli effetti un’attività considerata ricreativa da tanti ragazzi. A riportare in primo piano il fenomeno è stato l’avvento dei social media. Si sale sui tetti dei treni per poter poi condividere i video sulle varie piattaforme, con il risultato – purtroppo – di essere incoraggiati a continuare con attività pericolose.

Non è difficile trovarli sui social media, anche se le piattaforme stanno iniziando a muoversi per limitare la visibilità del fenomeno. Ormai si tratta proprio di una vera e propria sfida online, che c’entra poco con alcuni sport estremi urbani come il parkour e il freerunning.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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