Spose bambine a 9 anni, la Lega: «Serve la condanna della Loggia»

La Lega chiede che la Loggia condanni ufficialmente le parole pronunciata del presunto imam della moschea di via Bonardi in città davanti giornalista della trasmissione Fuori dal coro che lo stava riprendendo con una telecamera nascosta: «Se i familiari sono d’accordo anche una bimba di 9 anni può sposarsi con un uomo più grande, anche di 30 o 40 anni», aveva spiegato l’uomo.
Frasi che erano state ampiamente ritrattate e ridimensionate quando l’inviato si era presentato con la telecamera in mano. I vertici della stessa moschea e dell’associazione islamica che la gestisce hanno comunque escluso che l’uomo ripreso sia l’imam.
Il Carroccio annuncia che formulerà la richiesta all’Amministrazione comunale con un ordine del giorno del suo gruppo consiliare. «Una città come Brescia, internazionale e sempre attenta si diritti dei bambini deve pubblicamente condannare queste dichiarazioni – spiega Fabio Rolfi –. È un gesto che può favorire l’integrazione e chiarirebbe che la nostra identità, le nostre regole e le le leggi non vanno messe in discussione. Chiederemo inoltre alla Giunta di organizzare iniziative educative anche nella comunità musulmana dove purtroppo, c’è chi condanna ma anche chi coltiva ancora questi pensieri. Inoltre vorremmo che la comunità musulmana firmi una dichiarazione congiunta in cui prende le distanze dalle parole del presunto imam».
Denuncia
La Lega ha allestito da stamattina un gazebo in largo Formentone e distribuisce volantini che ricordano le leggi italiane contro i matrimoni forzati e a tutela dei minori: Siamo qui, nel giorno del mercato in piazza Loggia, perché molti cittadini sono di origine straniera, e tante sono le donne musulmane che girano tra i banchi – precisa Michele Maggi –. Se una persona ha rapporti con una bambina di nove anni è pedofilia».
L’onorevole Simona Bordonali preannuncia che la Lega ha depositato in Parlamento una proposta di legge in cui si chiede, tra le altre cose, di istituire un albo degli iman. «Lo Stato c’è – afferma –. Ho avuto informazioni dalla Questura che il presunto imam è stato denunciato ed è stata avviata la procedura per la revoca del permesso di soggiorno. Le regole ci sono. Chi vive nel nostro Paese deve integrarsi e rispettarle».
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