Con tutti i soldi che pago di tasse… Che sia per vera lamentela o per gioco, tutti abbiamo pronunciato almeno una volta questa frase. Nella maggior parte dei casi come premessa a qualche accusa di negligenza del Governo o del Comune. Ecco, focalizziamoci sul secondo. Da dove arrivano i soldi che il Comune di Brescia utilizza per far funzionare la città? E, soprattutto, dove vanno a finire? Dietro le centinaia di pagine del rendiconto 2025 ci sono due domande molto semplici, che riguardano direttamente la vita quotidiana dei cittadini.
Per rispondere bisogna partire da una precisazione. Il rendiconto non è il bilancio con cui il Comune dice quanto pensa di spendere nell'anno successivo: è il documento che fotografa come si è chiusa realmente la gestione dell’anno precedente. E anche il linguaggio utilizzato ha bisogno di una traduzione. Quando si parla di entrate accertate non si intendono necessariamente soldi già presenti materialmente sul conto corrente del Comune, ma somme per le quali nell'anno è sorto il diritto alla riscossione. Allo stesso modo, una spesa impegnata è una somma che l'ente ha formalmente destinato a una determinata obbligazione, anche se il pagamento può avvenire successivamente.
Da dove arrivano i soldi
Per capire da dove arrivano le risorse del Comune bisogna distinguere anzitutto due grandi blocchi: le entrate correnti, che alimentano soprattutto il funzionamento ordinario della città e dei servizi, e le entrate in conto capitale, legate principalmente agli investimenti. Nel rendiconto le entrate sono registrate attraverso gli accertamenti: in parole semplici, sono somme che il Comune ha il diritto di riscuotere, anche quando l'incasso materiale avviene in un momento successivo.
Le entrate correnti nel 2025 ammontano complessivamente a 361,2 milioni di euro e, a loro volta, sono divise in tre grandi famiglie: entrate tributarie e perequative, trasferimenti correnti ed entrate extratributarie.
La prima vale 162,4 milioni. Di questi, 152,1 milioni arrivano da imposte e tasse. La voce principale è l'Imu, con 78,6 milioni, seguita dalla Tari con poco meno di 40 milioni e dall'addizionale comunale Irpef con 30,8 milioni. L'imposta di soggiorno porta 1,87 milioni, mentre Tasi residuale e altre imposte valgono complessivamente meno di un milione. Ai tributi si aggiungono 10,3 milioni di fondi perequativi dello Stato, risorse attraverso le quali vengono riequilibrate almeno in parte le differenti capacità fiscali dei Comuni.
Dentro il gettito tributario c'è poi un dato che merita un capitolo a sé: nel 2025 il Comune ha effettivamente incassato quasi 12,9 milioni attraverso attività di verifica e controllo. La fetta maggiore riguarda l'Imu, con 9,7 milioni, cui si aggiungono 2,29 milioni dalla Tari, 634 mila euro dall'addizionale Irpef e 275 mila dalla Tasi. È il dato che più si avvicina, nel linguaggio comune, al recupero dell'evasione e delle irregolarità tributarie.
La seconda componente delle entrate correnti è costituita dai trasferimenti correnti, pari a 47,45 milioni. Sono soldi che non vengono chiesti direttamente ai contribuenti bresciani, ma arrivano al Comune da altri soggetti (per esempio, Stato e Regione) per finanziare servizi e attività correnti. Quasi tutto il totale, 47,18 milioni, proviene da amministrazioni pubbliche: 40,46 milioni dalle amministrazioni centrali, 6,64 milioni da amministrazioni locali e 78 mila euro da enti previdenziali. Completano il quadro somme molto più piccole provenienti da famiglie, imprese, istituzioni sociali private e Unione europea.
La terza gamba è quella delle entrate extratributarie, che raggiungono 151,3 milioni di euro. Qui non ci sono imposte, ma i proventi che il Comune ricava da servizi, patrimonio, sanzioni, partecipazioni e altre attività. La voce di gran lunga maggiore è rappresentata dai dividendi: 79,28 milioni di euro. Seguono 36,72 milioni dalla vendita di beni e servizi e dalla gestione del patrimonio comunale, 20,27 milioni derivanti dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli illeciti, 14,76 milioni da rimborsi e altre entrate correnti e circa 252 mila euro di interessi attivi.
Accanto ai 361,2 milioni di entrate correnti c'è poi il secondo grande blocco: le entrate in conto capitale, pari a 98,77 milioni di euro. Sono risorse che hanno una natura diversa perché sono collegate prevalentemente agli investimenti, alle opere e al patrimonio e non alla normale gestione quotidiana del Comune.
La parte principale è costituita da 79,27 milioni di contributi agli investimenti, somme che la Loggia riceve a fondo perduto da enti pubblici o privati (per esempio, quelli per il Tram): 78,45 milioni provengono da amministrazioni pubbliche, circa 650 mila euro da imprese e 162 mila da istituzioni sociali private.
Altri 18,86 milioni sono classificati come altre entrate in conto capitale: quasi tutta questa cifra, 18,51 milioni, deriva dai permessi di costruire, cioè in larga parte dagli oneri legati all'attività edilizia. A questi si aggiungono 647 mila euro dalle alienazioni di beni e terreni e circa 345 mila euro di altre entrate in conto capitale.
Fuori da questi due grandi blocchi restano poi alcune voci di natura più finanziaria o tecnica: 1,46 milioni da riduzione di attività finanziarie, 6,82 milioni dall'accensione di prestiti e 46,21 milioni di partite di giro e servizi per conto terzi. Queste ultime, in particolare, sono somme che transitano attraverso il bilancio ma non rappresentano vere risorse a disposizione del Comune per finanziare liberamente servizi e investimenti.
E dove finiscono
Sul versante opposto ci sono le spese. Anche qui, per capire davvero quali siano le priorità della città, conviene non fermarsi al totale generale, perché comprende poste puramente contabili. La fotografia più utile è quella degli impegni, cioè delle somme che nel 2025 il Comune ha formalmente destinato alle diverse funzioni.
La voce che emerge con maggiore forza è la mobilità. La missione «Trasporti e diritto alla mobilità» registra 130,2 milioni di euro di impegni, più di qualsiasi altra funzione comunale. È un capitolo nel quale pesano in modo particolare il trasporto pubblico e gli investimenti collegati alle infrastrutture e alla mobilità cittadina.
Subito dopo arriva il welfare. Per «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia» gli impegni raggiungono 74,8 milioni di euro. È una grande famiglia di interventi che comprende minori, disabilità, anziani, persone a rischio di esclusione sociale, famiglie e diritto alla casa. La sola spesa corrente destinata a infanzia e minori supera i 26,8 milioni; gli interventi per l'esclusione sociale valgono 14,9 milioni, quelli per la disabilità 8,1 milioni e quelli per gli anziani 7,7 milioni.
L'istruzione e il diritto allo studio valgono altri 62,2 milioni, mentre alla tutela dell'ambiente e del territorio sono destinati 56,9 milioni. I servizi istituzionali e generali del Comune assorbono 56,3 milioni. Seguono poi sicurezza, cultura, sport, urbanistica e sviluppo economico.
Un'altra distinzione aiuta a capire la struttura del bilancio. Nel 2025 il Comune ha impegnato 332,1 milioni di spesa corrente, quella necessaria soprattutto per mantenere in funzione servizi, personale, forniture e attività ordinarie, e 133,2 milioni di spesa in conto capitale, quella legata agli investimenti. Di questi ultimi, 69,1 milioni riguardano investimenti fissi e acquisti di terreni e 64 milioni contributi agli investimenti.
Il risultato di amministrazione
Infine c'è un numero che, preso da solo, rischierebbe di essere letto male. Il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2025 è di 110,5 milioni di euro. Non significa però che Palazzo Loggia abbia 110 milioni liberamente spendibili. È il risultato complessivo della gestione, dentro il quale ci sono somme già destinate o che devono essere tenute da parte.
Di quei 110,5 milioni, infatti, 67,2 milioni sono accantonati, 29,1 milioni sono vincolati e quasi 4 milioni sono destinati agli investimenti. La parte realmente disponibile scende così a 10,25 milioni di euro. Il fondo di cassa al 31 dicembre, cioè la liquidità presente in tesoreria alla chiusura dell'anno, ammonta invece a 141,8 milioni.
Il rendiconto, insomma, racconta il bilancio comunale come un grande circuito: da una parte entrano tasse, trasferimenti, dividendi, proventi e contributi per gli investimenti; dall'altra quelle risorse si trasformano in trasporti, servizi sociali, scuole, ambiente, sicurezza, cultura, manutenzioni e opere. È proprio mettendo uno di fronte all'altro questi due lati che i numeri del Comune smettono di essere soltanto contabilità e diventano la fotografia delle scelte della città.




