CronacaGarda

Spariti i soldi del condominio: amministratore indagato a Sirmione

Il caso riguarda un complesso di Lugana. Scoperti rendiconti falsificati e forniture mai pagate: avrebbe sottratto 66mila euro
La facciata di un condominio (foto d'archivio) - © www.giornaledibrescia.it
La facciata di un condominio (foto d'archivio) - © www.giornaledibrescia.it
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Per anni ha gestito in autonomia i conti di un condominio a Lugana di Sirmione, incassando la fiducia dei residenti e un compenso annuale di circa 5 mila euro. Oggi, però, quell’amministratore di condominio è al centro di un’inchiesta pesantissima: avrebbe intascato, secondo la ricostruzione della Procura a Brescia, almeno 66mila euro sottratti alle casse condominiali.

La vicenda esplode quando un fornitore segnala di non essere stato pagato, nonostante tutti i condomini fossero in regola con le quote. Da quel momento partono le verifiche.

Buco nei conti

Le richieste di chiarimenti restano senza risposta, così alcuni residenti ottengono direttamente dalla banca gli estratti conto degli ultimi tre anni. Il quadro che emerge è allarmante: saldi in rosso, movimenti sospetti, prelievi senza giustificazione.

Tra il 2023 e l’ottobre 2025 sarebbero stati effettuati prelievi per oltre 37 mila euro non collegati a spese deliberate dall’assemblea. Non solo: in sede di rendiconto sarebbe stato presentato un documento con un saldo positivo di oltre 15 mila euro, mentre il conto corrente ufficiale risultava in negativo per più di 4.800 euro.

Sotto la lente anche un bonifico verso un soggetto estraneo alla gestione, il prelievo di 4 mila euro versati da un condomino per l’acquisto di una porzione di area comune e la mancata rendicontazione di circa 23 mila euro su un indennizzo assicurativo da 60 mila euro accreditato nel 2024. Con la revoca dell’amministratore, deliberata a gennaio 2026, il nuovo incaricato avvia una ricostruzione completa dei conti.

La situazione

Emergono fatture non pagate per circa 44 mila euro, la scomparsa di un fondo di riserva da 10 mila euro e l’utilizzo di un affidamento bancario da 5 mila euro poi revocato. Contestate anche fatturazioni a proprio favore per importi superiori rispetto a quanto deliberato.

Nel complesso, secondo la denuncia presentata dall’avvocato Eleonora Rossini, il buco nelle casse del condominio sarebbe di almeno 66 mila euro. Una cifra che ora sarà oggetto di accertamenti da parte della Procura di Brescia, chiamata a fare luce su una gestione che, da fiduciaria e ultraventennale, si è trasformata in un caso giudiziario. E che potrebbe allargarsi ad altri condomini e residence gestiti dall’amministratore ora sotto indagine.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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