Mentre l’Aula inciampa ancora nel fantasma del campus universitario alla ex caserma Randaccio (un dibattito che batte un record: innescato nel mandato 2008, dura da 17 anni e riguarda un’opera che non è mai esistita, guadagnandosi così il modaiolo marchio «vintage»), la sindaca alza la posta e sposta i riflettori sulla contemporaneità. La porzione di città è quella che sta diametralmente dal lato opposto rispetto alla Randaccio, ossia la zona di piazzale Arnaldo dove, di fronte al carcere Nerio Fischione, sta un’altra caserma: la Goito.
Fame di spazi e funzioni
Il destino della cittadella tra via Callegari e via Spalto San Marco è molto meno chiacchierato, ma pesa. «La Goito ha un potenziale pazzesco» dice Laura Castelletti, che coglie l’occasione per rivolgersi direttamente all’opposizione e lanciare un appello politico: «Chiedo al centrodestra di attivarsi con il Governo affinché il bene passi alla regia del demanio civile, perché solo così, pur mantenendo lì il centro documentale, potremmo valorizzare uno spazio gigantesco e avanzare proposte». L’ex caserma, ancora oggi parte del patrimonio militare, potrebbe infatti accogliere funzioni che sono alla ricerca disperata di spazi. Cioè? Rimanendo nell’ambito di quelle statali, c’è il tema della Polizia di stato, della penitenziaria, ma c’è anche la grande questione del reinserimento abitativo post-carcerario, solo per fare alcuni esempi. «Quella struttura è un quartiere nella città ed è fortemente sottoutilizzato. Questa è l’operazione che dobbiamo fare».




