Sicurezza, «Dalla Regione promesse disattese». La Russa: «Facciamo molto»

Sei mesi dopo il tavolo con la Regione, nulla si è mosso. E i Comuni si fanno sentire. Da Bergamo, dove si sono riuniti gli assessori alla Sicurezza di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova – Giacomo Angeloni, Valter Muchetti, Santo Canale e Iacopo Rebecchi – insieme ai rispettivi comandanti di Polizia locale, arriva un affondo netto contro il «totale silenzio» di Palazzo Lombardia sulla piattaforma operativa presentata già la scorsa estate dai dodici capoluoghi lombardi.
Perplessità
Nel mirino dell’incontro, il mancato seguito al confronto del 18 settembre 2025 con l’assessore regionale Romano La Russa. «Nonostante sorrisi e aperture di facciata, nulla di sostanziale è stato fatto. Siamo stanchi di verbali che non diventano realtà», accusano gli amministratori.
Cinque i nodi rimasti irrisolti. Il primo riguarda gli strumenti di autotutela: il regolamento regionale è considerato ormai superato e sul bastone distanziatore manca una cornice normativa chiara, mentre sulle bodycam pesa l’assenza di garanzie sul fronte privacy.
Secondo punto, l’accesso diretto alla banca dati interforze Sdi, ritenuto indispensabile per operare in sicurezza durante i controlli: promesse e interlocuzioni non hanno prodotto risultati e gli agenti continuano a lavorare senza poter verificare in tempo reale i precedenti dei soggetti fermati.
Formazione
Criticità anche sulla formazione, giudicata discontinua e inadeguata: corsi affollati, con anche settanta operatori per aula, «pregiudicano la qualità dell’addestramento». Sul piano delle risorse, i Comuni denunciano fondi insufficienti: i 4,3 milioni regionali distribuiti su centinaia di enti vengono definiti «briciole», incapaci di sostenere spese per personale e tecnologie. Infine, lo stallo sulla legge per gli street tutor, figura ritenuta centrale nella gestione della movida, ancora ferma in Commissione.
«Non è una questione politica – concludono gli assessori – ma di assenza di atti concreti. I Comuni vengono lasciati soli, senza risorse strutturali né una vera governance regionale. Così è impossibile programmare e garantire standard adeguati di sicurezza urbana».
La risposta dell’assessore
«È un piacere per me rispondere agli amici assessori alla sicurezza di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova, amministratori che oltre alla delega hanno in comune, stranamente, anche il colore politico. Ma non voglio pensare male e quindi preferisco entrare nel merito degli argomenti». precisa oggi l'assessore regionale alla Sicurezza della Lombardia, Romano La Russa.
«Regione Lombardia è certamente una delle regioni italiane che fa di più per la polizia locale sia da un punto di vista economico che organizzativo – aggiunge –. Infatti, nonostante la funzione di Polizia locale, comprese la formazione e i costi dell'esercizio della funzione, siano per legge in capo agli enti locali stessi, Regione Lombardia ha deciso da anni di supportare fortemente le polizie locali» .
Continua l'assessore: «Entriamo nel dettaglio e partiamo dalla formazione. Premesso che nulla vieta ai Comuni di organizzare in proprio i corsi rivolti alle Polizie locali, Regione Lombardia quest'anno ha azzerato le liste d'attesa organizzando 7 corsi di formazione di base, 2 per i comandanti e 1 per gli ufficiali in modo da soddisfare tutte le richieste. Lo avevamo annunciato lo scorso anno durante il tavolo sulla sicurezza e lo abbiamo fatto».
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