Abbastanza omogenei i numeri che tracciano l’identikit degli aggressori. Tanto negli ospedali pubblici quanto nei servizi gestiti dall’Areu (l’Agenzia regionale emergenza urgenza) in due terzi dei casi è il paziente a scagliarsi contro il personale, fisicamente o verbalmente (nella maggior parte dei casi). Nel 26-30% degli episodi sono invece i familiari, gli accompagnatori o i caregiver a prendersela con i camici bianchi o con gli operatori.
Che succede dopo?
Anche se la vittima non sporge querela, di fronte a un’aggressione ai danni del personale sanitario è possibile procedere d’ufficio, qualsiasi sia la gravità della lesione. Proprio in primavera è infatti entrata in vigore la modifica del Codice penale voluta dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio.



