Si allarga l’inchiesta sull’amministratore: ammanchi nei residence del Garda

L’inchiesta si allarga, le denunce si moltiplicano e sull’operato dell’amministratore di condominio, bresciano di 53 anni, indagato dalla Procura di Brescia, si addensano nubi sempre più scure.
Dopo i primi due casi emersi tra Lugana di Sirmione e Lonato del Garda, altri proprietari stanno infatti verificando i conti delle strutture gestite negli anni dallo stesso professionista, nel timore che possano emergere ulteriori anomalie nei bilanci. «Solo nel 2025 mancano all’appello 100mila euro, stiamo formalizzando denuncia» fa sapere tramite mail arrivata in redazione un residente sulla sponda bresciana del Garda. Identica situazione, ma in proporzioni maggiori, per un complesso a Desenzano del Garda.
A Sirmione
Il primo filone riguarda il condominio di Lugana, amministrato da fine anno Novanta, dove secondo la denuncia presentata in Procura sarebbero spariti almeno 66 mila euro dalle casse condominiali. Il caso è emerso quando un fornitore ha segnalato di non essere stato pagato nonostante i condomini fossero in regola con le quote. Le verifiche successive sui conti correnti avrebbero portato alla luce prelievi e movimenti non giustificati, oltre a rendiconti che non corrispondevano alla reale situazione bancaria.
A Lonato
A questo si è aggiunto il caso del residence di Lonato del Garda, dove l’ammanco ipotizzato sarebbe molto più consistente: circa 160 mila euro. Anche qui, secondo le prime ricostruzioni, parte delle somme riguarderebbe un indennizzo assicurativo legato alla violenta grandinata che nel 2023 colpì la zona del lago di Garda. Il risarcimento, accreditato sul conto del residence, sarebbe poi stato trasferito con una serie di bonifici su conti diversi riconducibili al professionista.
Nel frattempo altri proprietari starebbero valutando di presentare esposti o di chiedere verifiche sui bilanci degli anni passati. L’ipotesi al vaglio del pubblico ministero Carlo Pappalardo, al quale è stata assegnata l’inchiesta che riunisce diversi fascicoli, resta quella di appropriazione indebita, mentre proseguono gli accertamenti anche sui flussi di denaro e sull’eventuale utilizzo di una società in nome collettivo che, secondo quanto emerso dalle prime verifiche, avrebbe emesso fatture pur risultando di fatto inesistente.
Le indagini della Guardia di Finanza
Sulla posizione dell’amministratore, sul quale indaga la Guardia di Finanza, pesano anche altri elementi emersi nelle ultime settimane. In autunno avrebbe infatti lasciato l’associazione di categoria di riferimento pochi giorni prima che venisse formalizzata la sua espulsione. Un passaggio che ora viene letto, alla luce dell’inchiesta, come uno dei segnali di una situazione già fortemente compromessa. Tra gli episodi finiti sotto la lente ci sarebbe inoltre anche un caso di turbativa d’asta. «Si tratta di una mela marcia in un sistema sano» assicura Giorgio Penna, presidente di Anaci Brescia (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari) confermando che «a novembre la commissione interna chiamata a valutare la posizione dell’amministratore oggi al centro delle cronaca aveva deciso per l’espulsione perché erano emersi comportamenti contrari ai doveri dell’amministratore».
Intanto ad aprile il professionista comparirà in tribunale: appuntamento davanti al giudice civile dopo che gli avvocati che rappresentano i condomini del residence di Lonato del Garda hanno chiesto nei suoi confronti il sequestro conservativo di beni mobili e immobili.
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