Cronaca

Altro residence, altro buco: nuovi guai per l’amministratore condominiale

Dopo il caso di Sirmione sono emersi ammanchi per 160mila euro nella gestione di un’altra struttura a Lonato: chiesto il sequestro di beni per il professionista
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

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Altri ammanchi: indagato amministratore

Stessa zona della provincia – il lago di Garda – un paese diverso: da Sirmione a Lonato. Ma l’ipotesi di reato contestata è identica: appropriazione indebita. Si allarga l’inchiesta a carico dell’amministratore condominiale, di cui abbiamo scritto nell’edizione di sabato, che avrebbe intascato soldi destinati alle strutture che amministrava.

Dopo il caso emerso a Lugana di Sirmione, dove secondo la denuncia presentata in Procura sarebbero spariti almeno 66mila euro dalle casse di un condominio, ora sotto la lente degli investigatori finisce anche un residence a Lonato del Garda. Anche qui, secondo quanto ricostruito dai legali che assistono alcuni proprietari, i conti presenterebbero anomalie rilevanti.

Il nuovo capitolo dell’inchiesta riguarderebbe un ammanco ben più consistente: circa 160mila euro. Una cifra che comprenderebbe, tra le varie voci, anche un indennizzo assicurativo legato alla violenta grandinata che nel 2023 colpì la zona del lago di Garda causando danni a tetti e strutture. Il risarcimento, accreditato sul conto del residence, sarebbe però successivamente scomparso a colpi di bonifici effettuati su conti diversi dall’amministratore di condominio iscritto ora nel registro degli indagati.

Gli accertamenti

Secondo le prime verifiche, i movimenti bancari mostrerebbero prelievi e trasferimenti di denaro non collegati a spese deliberate dall’assemblea, oltre a pagamenti difficili da ricondurre a fornitori effettivi. Proprio questi elementi hanno spinto alcuni proprietari a rivolgersi ai propri legali per chiedere una ricostruzione completa della gestione economica degli ultimi anni. Nel caso di Lonato l’amministratore indagato ha consegnato documenti e atti pochi giorni prima di un’udienza civile.

Nel mirino degli inquirenti ci sarebbe anche la società con la quale l’amministratore avrebbe operato. Dalle verifiche svolte finora emergerebbe infatti l’utilizzo, per diversi anni, di una società in nome collettivo (Snc) che fatturava ma che risulterebbe di fatto inesistente. Una circostanza che potrebbe avere un peso nella ricostruzione delle responsabilità e nella tracciabilità dei flussi di denaro.

Gli avvocati che assistono alcuni dei proprietari coinvolti a Lonato, Lorenzo Valtorta e Chiara Pedrini, hanno già avviato le iniziative giudiziarie per tutelare i condomini. In particolare è stata presentata richiesta di sequestro conservativo sui beni dell’amministratore indagato, «misura finalizzata a garantire un eventuale recupero delle somme contestate».

L’udienza davanti al giudice civile per discutere la richiesta è prevista per l’inizio di aprile. Nel frattempo la vicenda continua ad allargarsi e non si esclude che possano emergere ulteriori situazioni analoghe in altri condomini o residence della zona del Garda che negli anni sono stati gestiti dallo stesso amministratore.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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