Semeraro: «La santità di Paolo VI parla anche al nostro tempo»

Il cardinale ha ricordato la figura del pontefice bresciano nel decennale della sua beatificazione
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Il Card.Semeraro all'Istituto Paolo VI di Concesio
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Ancora una volta pellegrino a Concesio per rinnovare, anche fisicamente la profonda devozione nei confronti di san Paolo VI. Il legame tra il cardinale Marcello Semeraro e il pontefice bresciano è sincero. Dopo la cerimonia nella quale papa Francesco lo ha creato successore degli Apostoli, il neo cardinale è subito sceso nelle grotte vaticane per pregare sulla tomba del pontefice bresciano: «Ho affidato la mia porpora a san Paolo VI» aveva raccontato proprio il cardinale Semeraro. Ieri, appunto, è tornato nel paese natale di Giovanni Battista Montini nel decennale della beatificazione di Paolo VI.

Il cuore

Don Angelo Maffeis con il cardinale Semeraro - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
Don Angelo Maffeis con il cardinale Semeraro - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

La prima tappa è stata alla casa natale, il cardinale Semeraro – accompagnato da don Angelo Maffeis (presidente dell’Istituto Paolo VI) – è stato accolto dalle suore salesiane Figlie di Maria Ausiliatrice, religiose che curano l’abitazione dove Montini nacque il 26 settembre 1897, e lo fanno anche ricevendo tanti pellegrini. E proprio pensando ai pellegrini, ieri è stata inaugurata la nuova visita virtuale, un percorso che integra e approfondisce (sul proprio telefonino)la presenza fisica sul luogo con informazioni legate alla vita di Montini; un progetto realizzato con il sostegno della Cassa Padana di Leno. Ci si è poi trasferiti all’Istituto montiniano per la relazione del cardinale Semeraro dal titolo «La santità cristiana oggi: la testimonianza di Paolo VI»; Istituto, per usare le parole del vescovo Pierantonio Tremolada, che è «uno dei cuori pulsanti della nostra diocesi».

Testimonianza

Il saluto di Pierpaolo Camadini, presidente dell'Opera per l'educazione cristiana - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
Il saluto di Pierpaolo Camadini, presidente dell'Opera per l'educazione cristiana - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

«È per tutti noi una straordinaria opportunità essere qui a riflettere sull’esemplarità della vita di san Paolo VI – ha detto Pierpaolo Camadini, presidente dell’Opera per l’educazione cristiana –. Papa Francesco, beatificandolo dieci anni fa, ne ha sottolineato l’umile e profetica testimonianza. Una testimonianza che continua a essere per noi un punto di riferimento». Il presidente Camadini ha poi sottolineato l’impegno per la pace di papa Montini, un impegno richiesto oggi più che mai, perché la pace (i conflitti attuali ce lo dimostrano tragicamente) non è mai qualcosa di scontato.

Padre

Il vescovo Tremolada con Semeraro - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
Il vescovo Tremolada con Semeraro - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

«San Paolo VI – ha detto il cardinale Semeraro – è il Papa della mia formazione, lo sento come un padre. Nella mia vita ho poi, ovviamente, incontrato i suoi successori, fino a papa Francesco che mi ha scelto per il Dicastero delle cause dei santi, ma con Montini è rimasto un legame speciale: leggo e rileggo costantemente, le sue parole, le sue riflessioni sono per me guida quotidiana».

Ad Albano

C’è anche un altro motivo per un legame così speciale: il porporato è stato il vescovo di Albano, diocesi in cui si trova la tenuta papale di Castel Gandolfo, proprio quel palazzo dove Montini morì il 6 agosto del 1978. «Nella diocesi di Albano – ha ricordato ieri il cardinale - tutto parla di Paolo VI, era un luogo a cui lui era particolarmente legato, moltissime strutture ecclesiastiche sono state volute proprio da lui. Tutti i paesi, i centri di questa diocesi parlano della sua presenza».

L’aneddoto

Il porporato ha anche raccontato che un custode dei giardini delle ville pontificie di Castel Gandolfo gli ha riferito di essere stato testimone delle risate che risuonavano tra quelle antiche stanze quando si incontravano Paolo VI e l’amico cardinale Giulio Bevilacqua, «altro che papa mesto, era in realtà una persona estremamente gioiosa». Parlando di santità, Semeraro ha sottolineato come Montini spiegasse che «Dio non vuole dei super uomini, tutt’altro: la santità è una chiamata rivolta a tutti;un percorso di vita che non esclude nessuno. È quella che papa Francesco chiama la santità della porta accanto».

Ogni epoca i suoi santi, ed i santi cambiano nelle epoche. Ma chi sono i santi? «I santi – ha spiegato il cardinale Semeraro – sono coloro che accolgono la luce di Dio nel cuore. Paolo VI diceva che la santità rende l’uomo veramente uomo. Persone la cui vita assomiglia a Gesù, del resto quando si ama si vuole somigliare alla persona amata. Così è stata la vita di Montini, interamente a imitazione di Cristo. Una testimonianza che parla ancora anche all’uomo di oggi».

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