Per lungo tempo in provincia di Brescia il saper fare dei nostri imprenditori, artigiani e operai specializzati sembrava contare più del sapere. Sapere e saper fare non sono la stessa cosa e negli ultimi decenni è cambiato radicalmente, sotto la spinta delle innovazioni tecnologiche, il rapporto tra istruzione e lavoro. Più istruzione, certo, ma ancora sotto la media regionale e con le donne più istruite degli uomini.
C’era una volta
Nel 1951 l’Istat traccia un primo quadro del grado di istruzione della popolazione bresciana con più di sei anni, che vede la gran parte della popolazione, ben il 77%, con al più la licenza elementare, un 4,6% di bresciani con la licenza media, a fronte di un 2,4% con un diploma, e lo 0,6%, 4.530 persone, con un titolo universitario. Gli analfabeti sono ancora quasi 21mila (2,7%). A loro si aggiungono altre 96mila persone, che sanno leggere e scrivere, ma risultano prive di titolo di studio.



