Schiacciato dal trattore a Ome, la vittima doveva partire per il Ghana

Salifu Mohammed avrebbe raggiunto moglie e figli tra pochi giorni. Il titolare dell’azienda: «Voleva portare la famiglia qui»
I soccorsi giunti sul posto - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
I soccorsi giunti sul posto - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
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Gli mancavano ancora pochi giorni di lavoro e poi sarebbe partito per il Ghana, dove lo attendevano i figli e la moglie. Ancora qualche giro tra i campi e i vigneti della Franciacorta e poi le meritate vacanze. Un viaggio che, a differenza degli altri, avrebbe avuto un significato diverso: il coronamento di un sogno dopo anni di sacrifici lontano da casa. Questa volta la famiglia era pronta a seguirlo, per stabilirsi insieme a lui nel nuovo appartamento a Rodengo Saiano, e iniziare una nuova vita in Italia.

L’incubo

Ma quella speranza, sul più bello, si è trasformata in un incubo. Duro, spietato. Tremendamente reale. Perché ieri mattina, tra quei campi umidi e coperti da una leggera coltre di nebbia, Salifu Mohammed, 43 anni compiuti lo scorso 30 ottobre, è morto schiacciato sotto il peso del trattore che stava guidando tra i boschi di Ome.

«E pensare che ieri lui in quella zona non avrebbe dovuto nemmeno andarci – racconta, con la voce rotta dalla commozione, il titolare Paolo Mensi, proprietario dell’azienda agricola Le Due Querce Franciacorta –. Un crudele scherzo del destino che ci lascia senza parole e nel più profondo dolore, perché per noi non era un dipendente, ma più che altro un figlio».

Il fatto

L’incidente è avvenuto poco prima delle 10, in una zona particolarmente impervia, tra le colline e i boschi, in via San Lorenzo, dove si trova la cantina dell’azienda agricola specializzata nella produzione di vini. Un’area difficile da raggiungere in auto, prima a causa delle vie strette del vecchio centro abitato – i Vigili del fuoco, chiamati per liberare l’operaio incastrato sotto il mezzo agricolo, hanno dovuto lasciare l’autobotte nel parcheggio della chiesa e proseguire sul loro pick-up – e poi per la stradina che, costeggiando le poche case isolate da una parte e un ruscello dall’altra, arriva fino alla cantina.

Non a caso la prima a lanciare l’allarme è stata una persona che stava facendo una passeggiata tra i boschi: ai carabinieri di Passirano, intervenuti sul posto insieme alla Polizia locale e ai tecnici di Ats Brescia, ha detto di aver sentito prima un forte rumore e poco dopo di aver visto il trattore ribaltato e l’operaio schiacciato. Stando alle prime ricostruzioni, il mezzo si sarebbe ribaltato mentre era in salita.

Il mezzo agricolo ribaltato - © www.giornaledibrescia.it
Il mezzo agricolo ribaltato - © www.giornaledibrescia.it

I soccorsi

Oltre ai Vigili del fuoco, sul posto è intervenuto il personale del 118 – l’elisoccorso non è partito per le condizioni meteo avverse –, ma per Mohammed non c’era già più nulla da fare; il medico non ha potuto far altro che constare il decesso. Poco dopo sono arrivati anche altri braccianti agricoli, colleghi della vittima, e i titolari, tutti con le lacrime agli occhi.

«Lavorava con noi da 15 anni – continua Mensi – ed era molto legato alla nostra famiglia. In Ghana aveva tre figli e la moglie e ora voleva portarli qui. Siamo sconvolti». Una tragedia, sicuramente. Ma anche l’ennesimo infortunio sul luogo di lavoro. E per far chiarezza su quanto accaduto, per capire ad esempio se si sia trattato di un errore o di un gusto al trattore, sono in corso le indagini da parte di Ats. La salma, portata al Civile, resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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