Sarezzo, Sares Green può partire: ok della Regione con prescrizioni

Il tanto discusso progetto Sares Green, l’impianto per il trattamento dei residui da frantumazione di autoveicoli nel Comune di Sarezzo, potrà partire. Lo farà sotto l’occhio vigile di tutti gli enti preposti, ma partirà: è quanto deciso ieri al termine della sesta Conferenza dei servizi, tenutasi in Regione, e decisoria rispetto al procedimento, il cui iter iniziò nel 2018.
Gli ostacoli
Tempi lunghi, anche perché il procedimento ha previsto il rilascio di tre titoli: il giudizio di compatibilità ambientale, l’Aia (autorizzazione integrata ambientale) e la prevenzione incendi. Oltre a questo, ricordiamo, l’istanza dell’azienda proponente fu archiviata nel 2019 dalla Regione, archiviazione successivamente annullata dal Tar di Brescia. Dopo quel pronunciamento dei giudici l’azienda presentò una nuova istanza, ora giunta all’autorizzazione, nonostante la contrarietà più volte espressa dal comitato «Liberi cittadini per la salute», che ora si dice pronto a presentare ricorso al Tar.
Come spiega la sindaca Valentina Pedrali, «il giudizio di compatibilità ambientale ha accolto la nostra richiesta di subordinare la realizzazione e la messa in funzione dell’impianto al buon esito della prima fase produttiva». Il progetto iniziale prevedeva infatti complessivamente tre fasi: per il momento ne verrà attivata solamente una per valutare il rispetto delle previsioni imposte. «Solo se questa attivazione parziale dell’impianto risponderà ai requisiti previsti – continua Pedrali – il costruttore potrà procedere con le altre due fasi». Per la realizzazione dell’impianto serviranno due anni: per quanto riguarda invece la partenza e lo svolgimento della prima fase, sarà questione di mesi.
Monitoraggio e verifiche
La sindaca ricorda poi che «il Comune, così come la Provincia, non ha l’autorità per rilasciare titoli in questo procedimento: questo ruolo spetta al Pirellone, noi abbiamo potuto solamente fare delle segnalazioni. Questo non implica però affatto che il nostro ruolo di vigilanza verrà meno: l’obiettivo principale rimane quello di tutelare la salute di tutti i nostri cittadini.
Ci saranno sicuramente delle implementazioni negli uffici allo scopo di collaborare con gli enti preposti affinché siano rispettate le tante prescrizioni indicate». Sono state recepite, infatti, quelle proposte da Arpa, tra cui un monitoraggio periodico per verificare che le previsioni vengano rispettate e la redazione di relazioni semestrali da parte del costruttore su temi come le emissioni in atmosfera e il rumore. Altre prescrizioni riguardano lo stoccaggio degli end of waste (ovvero materiali che al termine di uno specifico processo non sono più rifiu) e la valutazione dei rifiuti in ingresso, che non devono contenere determinate sostanze come i POPs.
Come sottolineato dall’Amministrazione, inoltre, il Paur (Provvedimento autorizzatorio unico regionale), consentirà di realizzare l’impianto anche se in variante del Pgt.
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