C’è anche una bresciana, per fortuna sana e salva, tra le persone coinvolte dall’incendio scoppiato nel resort Viva Dominicus a Bayahibe, a Santo Domingo. Sara Calabria – sorella di 27 anni del calciatore Davide Calabria, ex capitano del Milan – da Adro si era trasferita in Repubblica Dominicana per lavoro. «Sto bene, stiamo bene» ha rassicurato tutti attraverso i suoi canali social. «Vedere i miei colleghi e amici salvi era ciò che mi premeva di più. Tornare a casa e poter riabbracciare il mio compagno o scrivere alla mia famiglia dicendo che sto bene: questo era importante per me».

La giovane ha partecipato ai soccorsi e ha contribuito all’evacuazione, aiutando a mettere in salvo i clienti del resort.
Una vittima italiana
Le autorità di Santo Domingo hanno confermato all'ambasciatore d'Italia il decesso di una cittadina italiana coinvolta nell'incendio: lo rende noto la Farnesina. Francesca Valentino, 46 anni, sarebbe stata colta da una crisi respiratoria mentre era in spiaggia, dove era accorsa assieme agli altri turisti per evacuare le stanze dell'hotel. Ha perso conoscenza inalando monossido di carbonio quando un'ondata di fumo proveniente dal sito incendiato l'ha investita. È stata trasportata in ospedale con un'auto privata.
Il bilancio
Sono circa 1.690 le persone evacuate per l'incendio nel resort in Repubblica Dominicana, trasferite in alberghi vicini e in altre strutture designate. Lo ha affermato il direttore del Centro Operativo di Emergenza (Coe) del Paese, Juan Manuel Méndez, citato dal portale Listin Diario. Secondo un rapporto preliminare della Direzione dei Servizi di Emergenza Extraospedaliera (Daeh), almeno 10 persone hanno ricevuto assistenza medica, tra cui ospiti, visitatori e membri delle squadre di intervento che hanno partecipato alle operazioni di spegnimento e mitigazione dell'incendio. Tre pazienti hanno richiesto il trasferimento in centri sanitari per valutazione e follow-up specialistico, mentre altri sei sono stati curati e stabilizzati sul posto secondo i protocolli stabiliti.

Le principali patologie trattate erano legate all'inalazione di fumo e difficoltà respiratorie, ustioni lievi, dolore toracico, palpitazioni, mal di testa, vertigini, nausea e debolezza generale associata all'esposizione al calore e allo sforzo fisico durante l'emergenza. «Le cause dell'incendio sono ancora oggetto di indagine e la commissione tecnica competente si occuperà di determinarle una volta completati i lavori di emergenza e di valutazione sul posto», ha dichiarato Méndez leggendo un comunicato stampa sulla situazione ai media presenti sul luogo.




