Cronaca

Prime pietre bresciane per la salute di centomila persone in Mozambico

La posa nell’ambito di «Salubrix», che porterà impianti idrici e nuova gestione dei rifiuti
I rappresentanti delle realtà coinvolte - © www.giornaledibrescia.it
I rappresentanti delle realtà coinvolte - © www.giornaledibrescia.it
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Le pietre posate sono due. Una dove sorgeranno nuovi impianti idrici, l’altra dove prenderà forma uno spazio capace di garantire una inedita gestione dei rifiuti. L’atto sancisce la rappresentazione plastica di «Salubrix», il progetto che ha l’ambizione di cambiare la vita a migliaia di persone all’altro capo del mondo. A Maxixe, città del Mozambico con oltre 159mila abitanti, i problemi sono quelli tipici dell’Africa orientale, tra i quali scarsi servizi idrici e di raccolta rifiuti.

Nel Paese solo il 43% della popolazione ha infatti accesso a fonti d’acqua potabile sicura, mentre nel comune la raccolta e la gestione dei rifiuti solidi urbani avviene in soli cinque dei 19 quartieri. Inoltre, la popolazione ha una limitata consapevolezza dei rischi alla salute legati all’uso di acqua contaminata e al mancato smaltimento dei rifiuti. «Le conseguenze sono casi di colera nelle province vicine, malaria in zone insalubri, oltre a dissenteria tra la popolazione», spiega il direttore Medicus Mundi Italia Massimo Chiappa.

Nuovi servizi

Proprio qui, dove Brescia è radicata da tempo, il sistema sociale ed economico della Loggia avvia il proprio motore solidale per consentire a più di 100mila abitanti di usufruire di nuovi servizi idrici e di una rinnovata gestione dei rifiuti solidi urbani.

Si chiama «Salubrix» il progetto che vede impegnati il Comune di Brescia quale ente capofila, la stessa Medicus Mundi, il gruppo A2A e il CeTAmb-Centro di ricerca sulle Tecnologie appropriate per la gestione dell’Ambiente nei paesi a risorse limitate dell’Università di Brescia. Tutti, insieme, in campo per aumentare l’accesso della popolazione di 13 quartieri di Maxixe a fonti di acqua potabile sicura attraverso laboratori, sistemi di approvvigionamento e di monitoraggio.

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«Per Brescia è un’occasione importante per sviluppare la cooperazione internazionale tra le città – commenta l’assessora all’ambiente Camilla Bianchi -. Sappiamo quanto il nostro territorio sia da tempo impegnato in Mozambico, dove proprio Medicus Mundi è radicata e dove si sono sviluppate collaborazioni. È significativo che sia coinvolto l’intero sistema Brescia».

La cerimonia

Alla cerimonia di ieri a Maxixe era presente anche il rettore della Statale Francesco Castelli: «UniBs fornisce supporto tecnico agli impianti attraverso le specifiche competenze nel dipartimento di Ingegneria. Rispetto al passato è un expertise indirettamente medico, più di ingegneria sanitaria e ambientale». Il progetto da 1,97 milioni di euro è finanziato per il 95% dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e dai vari partner per il restante 5%.

Approvato a marzo 2025 e avviato a settembre, arriverà alla sua realizzazione in 36 mesi. «È la prima volta che intraprendiamo questo partenariato tra una città italiana e una città del Mozambico – commenta Maria Cristina Pescante dell’Aics –. Questa collaborazione tra diversi enti bresciani è ben vista e sarà duratura, probabilmente andrà anche oltre questo progetto».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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