Chiari piange Salim Saidane, morto su una moto che non poteva circolare

Salim Saidane, la vittima dell’incidente mortale di ieri notte e Cologne, viveva ad un pugno di chilometri da quel dosso che l’ha tradito. Stava a Chiari, con i genitori e i fratelli. Originario di Sousse, una cittadina sulla costa orientale della Tunisia tra Sfax e Hammamet, era cresciuto in Italia.
Lo schianto
In Italia, a Brescia aveva un lavoro da muratore, oltre a relazioni, legami, amici. Con loro, tra due settimane avrebbe festeggiato il suo ventunesimo compleanno. Con loro era in via Montorfano, quando ha perso il controllo del suo Piaggio Beverly e si è schiantato contro un palo della segnaletica stradale. Sono stati loro a chiamare i soccorsi. Loro a vegliare sul suo corpo fino a quando non sono arrivate ambulanza e automediche.
Lo scooter
Lo scooterone sul quale Salim viaggiava non era suo, ma proprio di uno degli amici. Stando a quanto sono riusciti a ricostruire gli agenti della Polizia Stradale intervenuti per i rilievi e incaricati delle indagini sul campo dal sostituto procuratore Elisa Saccaro se l’era fatto prestare, ma non avrebbe potuto utilizzarlo.
La dueruote non era assicurata e per questo non avrebbe dovuto circolare. L’incidente del quale è stato vittima Salim Saidane quindi potrebbe risvolti non solo amministrativi, ma anche penali. Il proprietario dello scooter infatti è stato sanzionato e denunciato anche per incauto affidamento del mezzo.
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