Ryanair si prepara a chiudere la stagione estiva con un aumento del traffico superiore al 5%, ma ridimensiona le previsioni per l’intero anno fiscale. La compagnia aerea low cost irlandese stima di trasportare 145 milioni di passeggeri tra aprile e ottobre, mentre ad agosto il traffico è cresciuto del 6% su base annua, raggiungendo quota 22,2 milioni di passeggeri.
Il dato estivo resta quindi positivo, ma Ryanair ha deciso di rivedere al ribasso le proprie stime per l’anno fiscale. L’obiettivo passa da 216 a 214 milioni di passeggeri, una riduzione legata soprattutto alla necessità di contenere l’esposizione della compagnia all’aumento dei prezzi del petrolio (e di conseguenza del cherosene usato dagli aeromobili) provocato dal conflitto in Medio Oriente.
Ryanair riduce i voli in inverno
La revisione della guidance (la previsione sul numero di passeggeri) riguarda in particolare la stagione invernale, da novembre 2026 a marzo 2027, per la quale Ryanair prevede un traffico «sostanzialmente stabile» pur avendo annunciato un taglio straordinario del programma invernale, calibrato sull’andamento dei prezzi del carburante e sulla domanda dei passeggeri. Ryanair prevede, insomma, che il traffico passeggeri rimarrà sostanzialmente invariato, probabilmente perché concentrando l’offerta dove c’è maggiore domanda il numero di passeggeri resterà il medesimo.
Secondo le stime della società, la riduzione dell’operativo consentirà di limitare l’impatto dell’aumento dei costi e di ridurre le perdite previste per l’esercizio 2026-2027 di 70-100 milioni di euro. La scelta punta quindi a proteggere i risultati economici in una fase di forte volatilità del mercato petrolifero.
In Borsa il titolo Ryanair rimbalza
Nonostante il taglio delle previsioni sul traffico, il mercato ha reagito positivamente. Alla Borsa di Dublino, alle 11.10, il titolo Ryanair rimbalza dell’1,8%.
Gli investitori sembrano quindi premiare la scelta di intervenire sull’offerta invernale per contenere l’impatto dell’aumento del petrolio. La compagnia mantiene infatti una prospettiva positiva sul traffico estivo, mentre concentra la revisione sul periodo dell’anno caratterizzato da una domanda tradizionalmente più debole e da una maggiore esposizione ai costi operativi.


