Furto sacrilego al santuario della Madonna in Pratis, a Rudiano, dove è stato profanato anche il tabernacolo. Un furto che va ben oltre il valore degli oggetti portati via e dei danni arrecati alla struttura. È un atto che ferisce nel profondo una comunità intera, proprio alla vigilia della festa dell’Assunta.
La scoperta
Il fatto è stato scoperto ieri mattina, intorno alle 7.30, mentre erano in corso le celebrazioni del triduo in preparazione all’Assunta. Ad accorgersi di quanto era accaduto è stato il custode del santuario, che ha immediatamente avvertito il parroco, don Endrio Bosio, il quale ha poi presentato denuncia alle autorità. I malviventi hanno forzato e divelto alcune serrature di porte, ma anche finestre, mettendo a soqquadro la sagrestia. Ma ciò che rende particolarmente grave e doloroso l’episodio è la profanazione del tabernacolo: sono state portate via anche le ostie consacrate, oltre a due calici.
Oggetti di valore economico limitato, ma dal significato religioso, storico e affettivo di un valore non facilmente stimabile. Uno dei calici risale infatti al Settecento, mentre l’altro era appartenuto a don Grumelli, storico ex parroco di Rudiano. «Chi ha commesso questo atto sacrilego – spiega il parroco – non ha violato solamente il santuario, ma il cuore della nostra comunità. La gente è molto affezionata a questo luogo di culto, perché qui ci sono le radici storiche del paese».
Lo sdegno
Parole che restituiscono bene il senso di una ferita che non riguarda soltanto le mura del santuario. La Madonna in Pratis è infatti un luogo profondamente radicato nella memoria e nella devozione dei rudianesi, un punto di riferimento per generazioni di fedeli. E proprio nei giorni in cui la comunità si prepara a celebrare la festa dell’Assunta, il gesto assume un significato ancora più doloroso.
Il santuario è già stato risistemato dopo il passaggio dei ladri. Resta ora da capire come intervenire sulle serrature e sui sistemi di sicurezza per evitare che un simile episodio possa ripetersi. Don Bosio, insieme al vicario generale della diocesi, monsignor Angelo Gelmini, ha anche deciso, per rispondere a quello che viene definito un grave atto di spregio, che il 7 settembre sarà celebrata una messa di riparazione, momento di preghiera e raccoglimento per tutta la comunità.
E c’è un ulteriore elemento che preoccupa: nelle stesse ore è stato violato anche il vicino santuario della Madonna della Rotonda di Pumenengo. Non si esclude quindi che dietro i due episodi possa esserci la stessa mano. Ora saranno le indagini dei carabinieri a cercare di ricostruire quanto accaduto e a dare un nome ai responsabili. Ma intanto, a Rudiano, resta soprattutto il dolore per un gesto che ha colpito un luogo caro a generazioni di fedeli.



