Rubate duemila bottiglie di Gin Piero: bottino da 80mila euro

Il Gin Piero va a ruba? Purtroppo sì e non è una battuta: quattro bancali del pregiato distillato bresciano - duemila bottiglie in totale - sono spariti.
La dinamica dei fatti è ancora poco nota anche allo stesso inventore del prodotto, Gianpiero Giuliano, il «Piero», il cui volto barbuto è impresso su ogni etichetta del celebre Gin pubblicizzato anche da Alvaro Vitali: «Nel tragitto dalla distilleria della provincia di Pescara in cui viene realizzato il prodotto ai magazzini di via Ticino a Desenzano - racconta il bresciano - è avvenuto un furto: l’autista della società terzista incaricata di occuparsi di questo trasporto si sarebbe fermato a riposare e qualcuno avrebbe rubato quattro bancali di merce su cinque». Un bottino non da poco per l’episodio che sarebbe avvenuto nei giorni scorsi: «Considerato il valore dell’invenduto - aggiunge -, parliamo di danni attorno ai 70-80mila euro, che speriamo vengano in parte coperti dall’assicurazione». La preoccupazione di Gianpiero è che il suo Gin finisca sul mercato nero.
Raccomandazioni
Per questo ieri ha iniziato a diffondere in rete un video-messaggio in cui, seduto alla scrivania con volto serio, invita ad acquistare bottiglie di Gin Piero solo dai rivenditori autorizzati: «Denunciate qualsiasi proposta di vendita clandestina - dice l’imprenditore -. Fatelo non solo per una questione civica e morale, ma anche per rispetto di tutte le persone che in tutta la filiera lavorano onestamente».
Il Gin che porta il suo nome, la sua faccia (con barba hipster e occhiali scuri) e la sua firma è nato - ricordiamo - tra i banchi di scuola e il garage della sua casa a Bedizzole: lo stimolo giusto per dare sostanza a un sogno che il bresciano (super collezionista di gin) covava da tempo è stata la tesina presentata insieme ad altri studenti ai tempi (era il 2018) in cui Gianpiero frequentava un master alla Cuoa Business School di Vicenza. Agli esperimenti in garage con alambicco spagnolo per trovare la ricetta giusta è seguito un lavoro di perfezionamento. Trovata la distilleria, nel 2019 sono state prodotte le prime 500 bottiglie. Ora «siamo a quota 20mila l’anno. E abbiamo appena lanciato un nuovo prodotto, Piero l’Italiano. Il furto ci ha arrecato un bel danno, ora stiamo potenziando la produzione. Ma non sarà di certo questo episodio a fermare il nostro entusiasmo».
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