Roncadelle, per la rinascita del Centro Paolo VI servono 5 milioni

I lavori su via Roma si sono conclusi e a breve anche il municipio avrà un nuovo volto. Adesso dunque al cuore di Roncadelle manca solo una cosa: la riqualificazione del Centro pastorale Paolo VI. Di proprietà inizialmente della Parrocchia, il centro nacque come luogo di incontro per i giovani del paese e al suo interno infatti si svolgeva il grest invernale. Lo spazio poi comprendeva anche una palestra, una piastra dove praticare sport, bocciodromo, pista di pattinaggio e, per gli adolescenti, il bar «La casa del giovane».
Nel 2006 però l’intero complesso venne messo in vendita dalla Parrocchia che non riteneva più necessarie le strutture del centro dopo gli interventi edilizi fatti su canonica e oratorio. Inoltre, il mantenimento e il necessario adeguamento igienico-edilizio dello stesso avrebbe richiesto investimenti insostenibili. Così il Paolo VI venne acquistato dal Comune ma, da circa 15 anni, proprio per gli interventi di cui necessita, è chiuso.
Nodo fondi
Un progetto su come riqualificare anche questa zona infatti è da tempo nei piani dell’Amministrazione ma a mancare sono le risorse perché venga realizzato: «Ci piacerebbe molto sistemare la struttura – racconta il sindaco Roberto Groppelli –, ma il centro andrebbe completamente demolito perché inagibile e i lavori sono di circa 5 milioni di euro. Senza aiuti il Comune da solo non può sostenere tale spesa».
L’idea è quella di costruire una struttura che possa ospitare le persone anziane, un centro diurno o una serie di alloggi protetti: «Il progetto è in linea con i tempi e le esigenze della nostra comunità composta sempre più da anziani – continua il primo cittadino –. La nostra attenzione è rivolta a queste persone e alle loro famiglie».

Arretrando l’edificio ci sarebbe inoltre spazio anche per fare una piccola piazza, un giardino e lasciare un’area riservata ai parcheggi, pochi nella zona. Al piano terra invece si potrebbero trasferire ambulatori medici e anche una serie di servizi di pubblica utilità come la farmacia. «Al momento l’unica soluzione per poter procedere con il progetto è tramite risorse statali – conclude Groppelli –. Stiamo anche pensando a una collaborazione con la Fondazione Berardi Manzoni che già si occupa di assistenza socio-sanitaria per anziani e potrebbe aiutarci a ottenere fondi per la riqualificazione del centro».
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